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Full text of "Trattato del ballo nobile"

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TRATTATO DEL BALLO NOBILE DI GIAMBATISTA DUFORT INDIRIZZATO All' Eccellenza DELLE SIGNORE
DAME, E DE' SIGNORI CAVALIERI NAPOLETANI. 

IN NAPOLI MDCCXXVIII. 

Nella Stamperia di Felice Mofca. 

Con licenza de' Superiori. 

ECCELLENZE 

LE fignorili, e generofe maniere, che l' Eccellenze Vostre , infin da quel tempo, ch' ebbi l'onor
di effere annoverato a 2 ve- tra voftri fervidori, compiaciute fempremai fi fono, benignamente
ufare inverfo di me, me hanno di si fatto pefo d' obbligazioni aggravato; che l'aver io abbandonata
la Francia, ove nacqui, parte non meno confiderabile dell' Europa, che di tutto il Mondo; l'effermi
poco curato di parecchi altre Citta cofpicue d' Italia; ed ultimamente l'aver diliberato
impiegare nel voftro fervizio il reftante tempo della mia vita, mi fono tutte fembrate cofe,
le quali, anzi mi potrebbono in picciola parte alleggiare, che del del tutto fottrarre da quella
importabiliffima gravezza. Per non tralafciare intanto alcun altro mezo da foddisfare al
giufto infieme, ed ardente difiderio, che tengo, d'andarmene tuttavia, il meglio, che poffo,
alleviando; ed oltraccio per non offendere nel difforme vizio dell' ingratitudine; effendomi
a rintracciar meffo altra via, da fare alcuna cofa, la qual vi poteffe piacere (poichee ogni
voftro, avvegnache lieve gradimento farebbe per tormi daddoffo una gran parte del detto pefo)
m'e venuto finalmente penfato, fare a 3 un un Trattato del Ballo Nobile, nel qual foffero con
ogni poffibile chiarezza raccolte, e dichiarate le regole, ed i precetti generali d'una tal
arte. E di gia dopo aver io durate lunghiffime fatiche, finalmente eccolo per mezo delle ftampe
ufcito alla luce del Mondo: la quale, perciocche foventi volte addiviene, che, per diverfe
cagioni, in denfiffima tenebra fi tramuti con fommo detrimento della ftima de' poveri Autori,
ho avuto l'ardimento d'allogar nel fuo fronte il chiaro, e fplendentiffimo nome dell' Eccellenze
l'Ec- Vostre , acciocche fe peravventura glimanca il propio lume, abbia modo,nella copia,
che ne gli bifogna, da provvederfene. Quindi meffomi a nuovamente penfare, che altro fcemamento
d' obbligazioni fi foffe per me fatto con una tale fatica, ho trovato pur quello affai lieve,
c quefte tuttavia pefantiffime, ed infinite. Perlaqualcofa ho chiaramente coll' efperienza
ravvifato il pefo della voftra grandezza, e la leggerezza della mia infufficienza; e che io
poffo dall' Eccellenze Vostre effer a 4 col- colmato di benefizj, ma che non poffo ne anche in
picciola parte foddisfargli. Supplifca adunque alle mie neceffarie mancanze, l'innata
generofita dell' animo voftro. E prendiate con gradimento, non gia quello, che vi fi dovrebbe,
ma cio, ch'io fono in iftato di potervi prefentare. E dando da tempo in tempo qualche occhiata
a quefto libro, che vi offero, piacciavi, ch'io ne ritragga il frutto non gia d'ammaeftramento,
ma di ricordazion delle cofe, che voi perfettaments fapete. Ed ultimamente pregando il piu,
che che so, e poffo, l' Eccellenze Vostre a tenermi fotto quella valevoliffima protezione,
che finora ho goduta, finifco facendovi profondiffimo inchino. Di Napoli addi 6. Novembre
1728. 

Dell' Ecc. VV. 

Umilifs. divotifs., ed ebbligatifs. Servider vere Giambatifta Dufort. AVVISO A CHI LEGGE.

QUantunque l'invenzion della Danza fia antichiffima per quello, che ne fcrivono molti Autori,
che trattano degl' Inventori di effa, e delle Nazioni, preffo le quali fu in grandiffimo ufo;
tuttavia non fi puo fermamente dire, che gli Antichi, i quali invero ballavano, o faltavano
regolati dall' armonia, abbiano avuta notizia della Danza regolata, cioe compofta di que
foli paffi, i quali, fecondo le regole appreffo trovate, fi poffono adoperare . 

Gl'Italiani, fenz' alcuna contraddizione, furono i primi, a dar le regole della Danza, fulle
quali fcriffero alcuni libri. Il piu antico di effi, fu dato alle ftampe a Milano l' anno 1468,
e che ba quefto titolo: Il Ballarino perfetto di Meffer Rinaldo Rigoni, Dedicato al Sereniffimo
Signore gno- Galeazzo Sforza Duca di Milano; ed il piu novello e ftampato in Venezia l'anno
1581, il cui titolo e queft' altro: Il Ballarino di Meffer Fabrizio Carofo da Sermoneta, divifo
in due Trattati, Dedicato alla Screniffima Signora, la Signora Bianca Cappello de' Medici
Gran Ducheffa di Tofcana . 

I Spagnoli poi furono i primi, che impararono la Danza Italiana, a cui aggiunfero alcune capriole,
ed il fuono delle caftagnette; per la qual cagione, quefta Danza, che prima fi diceva Italiana,
appreffo riceve due nomi, co'quali era indifferentemente, ficome e anche di prefente, chiamata,
cioe Italiana, e Spagnola. I paffi di quefta Danza, comeche fatti in cadenza fopra alcune arie
di maliffimo gufto, non erano gia naturali, ma si faticofi, e forzati. I piedi fi teneano paralleli,
donde nafceva, che i paffi riuscivano duri, ed infleffibili. Le braccia fopra i lati diftefe,
e diritte, come fi vede dalle figure, delle qua- quali vanno adorni i libri di fopra recati.
Le figure eran poco confiderabili, e del tutto fpogliate del buon gufto, che regna oggidi.
In fomma quefta Danza Italiana, o Spagnola, la quale immagino, che a quel tempo riufcita foffe
gradevole, di prefente farebbe in vero molto ridicolofa a vederc; in guifache Monfieur Filibois
Maeftro di Ballo nella Corte Imperiale ne ha compofto un carattere buffonefco, il quale, veftito
egli all' antica maniera Italiana, con fomma ammirazione di tutti,fopra i piu cofpicui Teatri
d'Italia, ha ballato . 

Egli non ha guari, che in alcuni Collegj d' Italia, v' erano de' Maeftri di Ballo Italiani, e
Spagnoli, i quali infegnavano quefta Danza. Ma appreffo, effendo arrivata ne' detti Collegj
la Danza Franzefe, incontinente l'Italiana ofcurata, ed avvilita dalla vaghezza di quella,
fi commincio a difufare; ed in. pochiffimo tempo accadde, che la danza Franzefe s'imparava
per neceffita, dove la Spagnola (contuttoche to- i Maeftri, feguendo l ufo franzefe, lafciate
aveffero le lor parallele pofiture de' piedi, e la durezza, ed infleffibilita delle loro braccia)
s'imparava folamente per rarita . 

Se gl'Italiani, come e detto, furono i primi Inventori della Danza regolata; bifogna pur confeffare,
che i Franzefi ftati fon quelli, che l'hanno ridotta a miglior perfezione. Hanno effi faputo
alla danza da Teatro adattare tutto cio, che fi puo immaginare di fpiritoso, e forprendevole;
ed a quella da Sala di piu nobile, e maeftofo . Monfieur de Beauchamp compofitore di Balli nelle
prime Opere in mufica introdotte a Pariggi, imprefe fotto Luiggi il Grande, a cui ebbe egli
l'onore di dar lezione di ballo, quefta non men penofa, che leggiadra fatica. Alla quale poi
Monfieur Pecour compofitore di balli nell' Accudemia Reale di Pariggi ha dato con tanto applaufo
l'ultima mano. In fomma quefti due chiariffimi Profeffori hanno si fattamente perfezionata
la Danza, e levatala tala a cosi alto fegno, che non folamente hanno in piccolo fpazio di tempo
fatto mandare in difufo tutte le altre Danze, ma hanno obbligato moltiffime Nazioni, e for
fi le piu colte del Mondo tutto, a non preggiarfi, in altra maniera, che nella francefca, ballare
. 

Di quefte due fpccie di Danze, quella da Teatro, per lo raddoppiamento de' paffi battuti, capriolati,
o pirolati, fi rende affai futicofa a ballare. Ella non ferve, ne dovrebbe fervire fe non a'
Profeffori di Ballo, de' quali riufcendone per lo Teatro affai pochi, vengono in confeguenza
a farfi molto preggiare. E per contrario la Danza da Sala, o da Feftino, che vogliam dire, della
quale io tratto nel prefente libro, e affai men faticofa di quella da Teatro. Serve alle Dame,
Cavalieri, ed altre gentili perfone, e per fino i Monarchi non hanno ritegno di volerla imparare,
e percio poi ha ricevuto il nome di Ballo Nobile . 

Quefta Danza e uno de' tre nobili efer- efercizj, che s'infegnano in tatte l'Accademie, e Collegj
dell' Europa, i quali fono il Cavalcare, la Scherma, e la Danza. De' quali queft ultima perfeziona,
e da grazia alle perfone ben fatte, ed all incontro nafconde i difetti di coloro, a' quali la
e ftata poco liberale de' doni fuci . 

Quefto fi e il piu nobile, e leggiadro divertimento,cosi delle Corti fovrane, che dell' altre
Citta cofpicue. Ed in vero non v'e in effe cofa piu magnifica, e che dia maggior diletto, quanto
le fefte di Ballo, nelle quali fi fanno ammirarc, e contradiftinguere, tra gli altri, coloro,
che fanno perfettamente la Danza . 

Quefto nobile efercizio, non efsendo gia violento, ma temperato, oltre l'cffer richiefto,
e neceffario nelle perfone di diftinzione, serve parimente a coloro, che hanno bifogno, per
confervarfi nella falute, di tenere il corpo efercitato . 

Or fopra efercizio, ed arte cosi nobile effendomi io per lungo fpazio di tem- tempo meffo a confiderare,
fe trovar fi poteffero le regole generali, per mezo delle quali fi poteffe con ogni agevolezza,
e perfettamente ballare ogni Danza, alla perfine m'e venuto fatto di ritrovarle, e con ogni
poffibile diftinzione le ho meffe in chiaro nel prefente Trattato; nel quale fpezialmente
ho renduti aperti i movimenti del corpo, donde procedono tutti i paffi del ballo nobile. I quali
effendo,tra le parti della Danza,la principale, ho dovuto minutamente ad un ad uno andargli
difaminando,per ravvifar di quanti, e quali movimenti ciafcuno di effi fia compofto; affine
di conofcere facilmente il principio, il mezo, ed il fine di ciafcun paffo; e fopra qual de'
detti movimenti fi trovi la cadenza, o battuta di quell' aria, che fi vuole ballare, fenza la
qual notizia e impoffibile il poterla ravvifare. Ed, ho anche voluto, lafciate da parte le
figure dimoftrative, d' Uomini, e Donne, le quali non fervono a nulla, fe non a guarnire i libri,
e dar dar diletto a' ragazzi, fervirmi delli fegni di Chorografia, o dell' Arte di fcriver le
Danze, ne' quali agevolmente fi comprendono le pofiture, ed i movimenti di ciafcun paffo .

E finalmente quefto mio libro potra effer molto utile a tutti gli amadori di cotal arte, e di
femplice folazzo a' buoni Maeftri di Ballo. Quando adunque, faviffimo Leggitore, ti fia a
grado il voler imparare la Danza Nobile, piaciati leggerlo attentamente, e vivi felice . ILLUSTRISS.
E REVERENDISS. SIGNORE. 

FElice Mofca fupplicando efpone a V.S. Illuftrifs., come difidera dare alle ftampe un libro
intitolato Trattato del Ballo Nobile di Gio: Battifta Dufort , nel quale non fi contiene alcuna
cofa contro al coftume. Che pero ricorre da V.S.Illuftrifs., e la fupplica concedergli la
licenza, e l'avera ut Deus. 

Dominus Canonicus Vanalefta revideat, & referat. Neap . 12. Augufti 1728. 

D.Antonius Canonicus Castelli Vicarius Generalis . 

P. Petrus Marcus Giptius Canonicus Deputatus. EMI- EMINENTISSIME DOMINE. 

JUffu Em. Tuae legi librum, cui titulus eft: Trattato del Ballo Nobile , in quo Catholicae Fidei,
aut Chriftianae morum difciplinae contrarium animadverti. Quapropter dignum cenfeo, ut
Typis mandetur: dummodo Em. Tuae adcedat auctoritas. Datum Neapoli XII. Kal.Septembris,
anno . 

Em. V. 

Humill. ac Addictiff. Famulus Dominicus Vanalefta. 

Attenta fupradicta relatione, Imprimatur. Neap . 22. Augufti 1728. 

D.Antonius Canonicus Castelli Vicarius Generalis . 

D. Petrus Marcus Giptius Canonicus Deputatus. b 2 EC- ECCELLENTISSIMO SIGNORE. 

FElice Mofca fupplicando efpone a V. Ecc., come difidera dare alle Sampe un libro intitolato:
Trattato del Ballo Nobile di Gio: Battifta Dufort . Che pero ricorre da V. Ecc., e la fupplica
della licenza, tanto maggiormente, che il detto libro non contiene alcuna cofa pregiudiziale
alla real giuridizione, c l'avera, ut Deus. 

Mag. Doct. D. Dominicus Gentile videat, & in fcriptis referat . 

Mazzaccara Reg . 

Thomasi Reg . 

Castelli Reg . 

Pisacane Reg . 

Ventura Reg . 

Provifum per S. E. Neap . 19. Julii 1728. 

Maftellonus. EC- ECCELLENTISSIMO SIGNORE. 

PEr comando di V. Ecc. ho letto il libro, o fia Trattato del Ballo Nobile di Gio: Battifta Dufort
; e come che non ha rapporto alcuno colla Real Giurifdittione, puo da quefto lato darfi alle
ftampe fe l'Ecc. V. non giudicara, altramente. Napoli 22. Agofto 1728. 

Di V.E. 

Umilifs. e Devotifs. Servidore Domenico Gentile. 

Vifa relatione imprimatur, & in publicatione fervetur Regia Pragm . 

Mazzaccara Reg . 

Pisacane Reg . 

Castelli Reg . 

Ulloa Reg . 

Ventura Reg . 

Peyri Reg . 

Provifum per S.E. Neap . 27. Augufti 1728. 

Maftellonus. IN- INDICE DE' CAPITOLI. 

Cap.I . Del Ballo, e delle parti, che lo compongono . pag. 1 

Cap.ii . Delle Pofiture de' Piedi . 4 

Cap.iii . Dell' Equilibrio del Corpo . 11 

Cap.iv . De'Movimenti del Corpo . 16 

Cap.v . Della Cadenza . 20 

Cap.vi . De' Paffi del Ballo Nobile. 25 

Cap.vii . Dichiarazione de' fegni, che fi trovano nelle Figure de' Paffi . 29 

Cap.viii . Del Paffo Semplice, o Naturale . 36 

Cap.ix . Del Paffo Picgato, e Rialzato . 38 

Cap.x . Della Pirola . 39 

Cap.xi . Del Paffo Saltante . 44 

Cap.xii . Del Paffo Gittato . 46 

Cap.xiii . Del Paffo Mezzo gittato . 47 

. 

Cap.xiv . Del Paffo Mezzo tronco . 48 

Cap.xv . Del Paffo Tronco . 50 

Cap.xvi . Del Paffo Sfuggito . 53 

Cap.xvii . Del Paffo Scacciato . 55 

Cap.xviii . Del Fioretto . 57 

Cap.xix . Del Contrattempo . 64 

Cap.xx . Del Mezzo contrattempo . 66 

Cap.xxi . Del Paffo di Rigodone . 68 

Cap.xxii . Del Paffo di Siffone . 71 

Cap.xxiii . Del Paffo Unito . 74 

Cap.xxiv . Del Paffo di Gagliarda . 76 

Cap.xxv . Del Paffo Grave . 77 

Cap.xxvi . Del Paffo Bilanciato . 80 

Cap.xxvii . Del Paffo Cadente . 83 

Cap.xxviii . Della Sdrucciolata . 86 

Cap.xxix . Del Paffo Staccato . 88 

Cap.xxx . Del Giro della Gamba, Battimento del Piede, e de' Movimenti del Ginocchio, da' Franzefi
detto Balonne. 90 

Cap.xxxi . Del Movimento delle Braccia . 93 

Cap.xxxii . Della Riverenza . 100 

Cap.xxxiii . Della Figura . 105 

. 

Cap.xxxiv . Avvertimenti generali a coloro, che vogliono perfettamente imprendere il Ballo
Nobile . 109 

Cap.i . Del Minuetto, e delle parti, che lo compongono . 117 . Del Paffo del Minuetto . 121 . Del
Movimento delle Braccia del Minuetto . 130 . Della Cadenza del Minuetto . 133 . Della Figura
del Minuetto . 136 . D'alcuni altri paffi, ed ornamenti, co'quali fi puo rendere piu leggiadro
il Minuetto . 143 

Della Contradanza . 150 

Delle Riverenze fuor della Danza . 156 

TRATTATO DEL BALLO NOBILE. CAPITOLO I. Del Ballo, e delle parti, che lo compongono. 

IL Ballo e un'arte di muovere ordinatamente il corpo, affine di piacere agli fpettatori. 

Per acquiftare una tal'arte fa di meftieri faper fecondo la regola appoggiare i piedi fulla
terra, equilibrare il A cor- corpo, muoverlo a tempo con alcuni artifiziofi, eleggiadri paffi,
accompagnarlo eziandio col regolato movimento delle braccia, ed ultimamente faper tutte
quefte cofe adoperare fulle figure: nel che confifte il compimento dell'opera. 

E per ordinatamente procedere alla fpofizione di tutte le parti del ballo nobile, cominciando
dalle piu femplici, ed alle piu compofte, ed intralciate a parte a parte paffando; daremo principio
al prefente trattato dalle pofiture de' piedi, accioche ognun fappia in quanti modi fi poffano
graziofamente, e con regola tenere appoggiati fulla terra, e fchifi tutte l'altre maniere
fconce, e difordinate, le quali non poffono nella danza aver luogo. Secondariamente diremo
dell'equilibrio, che dee tenere il corpo nel ballo: e faremo conofcere, quanto fia neceffario
il faperlo ben porre in ufo. Nel terzo luogo, fituati i piedi fulla terra, ed il corpo in equilibrio,
dimofterremo, mo- come bifogni muoverlo: e additeremo tutti i movimenti, che mai fi poffono
ballando fare, ed il fommo utile, che dalla lor notizia fi puo trarre. Innanzi poi di procedere
a' paffi, i quali da' movimenti vengon compofti, diremo nel quarto luogo della cadenza, e de'
tempi fuoi, fenza la cui intelligenza non fi puo nel ballo alcuno paffo formare. Nel quinto
luogo dichiareremo tutti i paffi del ballo nobile, de' quali ad uno, e partitamente trattando,
mofterremo la pofitura, l'equilibrio, i movimenti, ed il valore: e quefte cofe non folamente
fi vedranno in ifcritto, ma eziandio nelle figure, dalle quali i capitoli, che di tutto cio
trattano, vanno accompagnati, ed adorni. Appreffo nel fefto luogo tratteremo del movimento
delle braccia, il quale e anche una parte del ballo affai neceffaria. E nel fettimo luogo diremo
della figura, ovvero del cammino, che far dee colui, che balla, fu del quale voglionfi A 2 fi
por- porre in atto tutte quelle cofe, che fi faranno ne' capitoli precedenti a quello della
figura, dimoftrate. Or da quefta generale idea data della danza nobile, e da paffare con debito
ordine alla particolare dimoftrazione delle qui fopra recate parti, che la compongono. CAPITOLO
II. Delle pofiture de' piedi. 

LE pofiture de' piedi, le quali, comunque fatte, fono infinite, fi riducono nella danza al
folo numero di dieci. Delle quali cinque anno ufo cosi nel ballo nobile, che in quello da teatro,
e s' appellano pofiture vere, o buone; e le reftanti cinque nel folo ballo da teatro, le quali
pofiture fon dette falfe. 

La vera, o buona pofitura confifte nel fituare i piedi fulla terra fecondo una una certa, e determinata
mifura in modo, che quelli tengano egualmente le lor punte rivolte in fuori. 

La falfa pofitura per contrario confifte nel fituare i piedi fulla terra, anche fecondo una
certa, e determinata mifura, in modo, che amendune, o almeno una delle lor punte fiano rivolte
al di dentro. 

Or effendo mio intendimento di trattare folamente della danza nobile, da parte la teatrica,
e le di lei falfe pofiture lafciando; procedo innanzi alla dichiarazione delle cinque buone.
Le quali perche meglio fi comprendano, l'efporremo fotto gli occhi nelle figure, che feguiranno:
per la intelligenza delle quali, fi deono prima d'ogn' altra cofa difciferare i pochi fegni,
che le com pongono. 

La figura ACBD rapprefenta la prefenza del corpo, i cui lati fono additati dalle lettere AB,
la parte davanti da C, e la deretana da D. 

La linea EF, la quale non fi trovera A 3 ra folamente nelle figure delle pofiture de' piedi, ma
anche di tutti i paffi, moftra il principio del cammino, ful quale deono avviarfi i paffi del
ballo per incominciar la figura. 

La figura GHI dinota il piede, di cui G moftra il tallone, H la noce, ed I la punta. 

E la figura LM rapprefenta i due piedi, de' quali in dinota il deftro, ed L il finiftro. E per non
incorrere in alcuno errore nel difcernere un piede dall' altro, non fi dee gia regolare da'
loro talloni, si che giacendo quefti a lato deftro, s'abbia da eftimare, che rapprefentino
il pie deftro, ovvero giacendo a lato finiftro, s'abbia da credere, che dinotino il pie finiftro:
ma si e da prender re- regola dalle lineette a'talloni appiccate, le quali dall'uno, o dall'altro
lato, che guardino, moftrano coftantiffimamente l'uno, o l'altro piede, cioe il deftro fe
a deftra, ed il fihiftro fe a finiftra ftanno rivolte. E nel vero fe nella quinta pofitura, come
innanzi ravviferemo, fi voleffe alcun regolare dalla giacitura de' talloni, e non gia dalla
guardatura delle fuddette piccole linee, leggiermente potrebbe pigliare un per un' altro
piede. Ritorniamo di prefente alle pofiture de' piedi, donde ci dipartimmo. 

La prima pofitura confifte nel tenere in tal modo i piedi appoggiati fulla terra, che i lor talloni
fi trovino egualmente l'uno all'altro congiunti, tenendofi, come e detto, i piedi rivolti
al di fuori. 

La feconda nel tenere i piedi aperti fopra una medefima linea, ferbandofi tra' due talloni
la diftanza d'un piede intero. A 4 La 

La terza nel tenere la parte deretana del tallone d'un piede alla noce dell'altro congiunta.

La quarta fi fa fituando i piedi uno innanzi l'altro fopra la medefima linea, ferbando tra l'uno,
e l'altro tallone la diftanza d'un piede intero. 

La quinta, ed ultima pofitura confifte nel tenere si fattamente i piedi appoggiati fulla terra,
che la parte deretana del tallone del pie, che fi trovainnanzi, vada direttamena formare quafi
un angolo retto, fulla punta del pie, che rimane addietro. 

Or qui e da avvertire, che le addotte regole delle pofiture de' piedi allora anno il fuo vigore,
e fi debbono offervare, qualora ambedue i piedi ftanno appoggiati fulla terra. Perciocche
quando un fol piede vi fi trova fermo: il che tratto tratto nel ballo accade, non v'ha altro obbligo
a rifpetto dell' altro, il quale fi trova in aria, che volendolo appoggiare, fi mandi giu fopra
una delle dette pofiture, fuor delle quali non e lecito in niun modo di tenere i piedi nel ballo
nobile. Ed avvegnache alcuna volta ne' paffi, che fi fanno col movimento circolare, i piedi
fi trovino fopra alcuna delle cinque falfe pofiture, le quali, come e detto, voglionfi folamente
adoperare nella danza da teatro: tuttavia pero, oltre che cio nafce da pura neceffita, e dalla
naturalezza del circolar movimento i piedi non vi rimangono fermi e ftabili: ma incontanente
deono paffare fopra una delle buone pofiture. Per la qual cofa quefto neceffario difetto viene
a renderfi impercettibile. 

Si vogliono oltre a cio due altre cofe avvertire prima, che fi conduca altermine ter- il prefente
capitolo. La prima fi e, che bifogna bene addeftrarfi a porre in opera le riferite pofiture
de' piedi; le quali si fono neceffarie a chi e vago d'imprendere il ballo nobile,come le lettere
dell'alfabeto a chie difiderofo di. faper leggere; ovvero come le fondamenta abbifognano
all'edifizio. La feconda fi e, che fi dee ognuno guardare d'effer troppo fcrupulofo e fofiftico
intorno alla loro mifura. Onde fe peravventura adoperandole, non fi ferbaffe una matematica
efattezza ( purche non fi veniffe ad ufcir fuori della linea, fopra cui fi deono i piedi appoggiare
) non fi commetterebbe alcun fallo: tanto maggiormente, che chi balla, non ha ne' piedi, ne
chi guarda nel vifivo fenfo il compaffo, per non incorrere, o per offervare gl'infenfibili
difetti, che mai poffono intervenire. Perche fe nel fituare i piedi fu la feconda, o quarta
pofitura un pocolin fi sbagliaffe della diterminata diftanza d'un piede de intero, il quale,
come di fopra e detto, dee trovarfi frapofto tra l'uno e l'altro tallone, non farebbe alcerto
cofa da imputare ad errore. E la fperienza delle cofe maeftra, e regolatrice ci fa alle volte
conofcere, che la difpofizione, o natural coftituzione dello fcolare patir non potendo tutto
il rigore delle fuddette leggi, deefi egli difpenfare da cotanta, e si per lui malagevole efattezza.
E pero il giudiciofo, e prudente Maeftro dee badar bene fopra i naturali difetti, per potergli,
fe non gia come fi dovrebbe, almeno come potra il meglio, correggere, ed ammendare. CAPITOLO
III. Dell' Equilibrio del Corpo. 

SPofte le pofiture de' piedi, le quali, come e detto, appartengono al ballo nobile, l'ordine
imprefo richiede, che che dell' equilibrio del corpo fi faccia nel prefente luogo parola;
per quindi procedere innanzi a' movimenti, ed a' paffi, che dee fare. 

L'equilibrio rifpetto al ballo confifte nel tenere il corpo diritto, graziofo, ben difpofto,
e niente forzato oltra la naturalezza, in modo, che tutto il fuo pefo s'appoggi fopra le piante,
ovvero fopra le punte de' piedi in quelle diverfe maniere, che or ora farem vedere. 

Si puo il corpo equilibrare in fei modi tra lor differenti. Primieramente tenendolo appoggiato
fopra amendune le piante de' piedi. Secondariamente fopra amendune le punte loro. Nel terzo
modo fopra la pianta d'un piede, toccandofi colla punta dell'altro la piana terra. Appreffo
nel quarto modo fi puo tenere tutto il corpo appoggiato fopra la punta d'un folo piede, toccandofi
la terra colla punta del'altro. Nel quinto modo fi puo equilibrare tutto il corpo fopra la pianta
d'un piede, fenza che l'altro tocchi affatto la terra. E nel fefto ed ultimo modo fulla punta
d'un piede, tenendofi l'altro in aria. 

La notizia di quefti equilibrj non ferve gia per andare inveftigando nella formazione de'
paffi, quante volte, ed in quanti modi il pefo del corpo fi vada trovando, or fu quefto, or fu
quell'altro equilibrio: Il che farebbe un voler andare all'infinito, ed un voler piu tofto
filofofare, che ballare; anzi io porto fermiffima opinione, che fe colui, che balla, voleffe
andare difaminando gli equilibrj di ciafcun paffo,ponendo mente al pefo del corpo, che or
fi trova fulle piante, ed or fulle punte de' piedi nelle fei maniere dette di fopra; non dico
gia gia in una mifura, o tempo d'armonia, ma forfe in cento to non fara per formare un folo paffo.
Ma si folamente bifogna, per fapere, equilibrato che fara il corpo in uno de' detti modi, da
qual piede fi deano i paffi incominciare, e come fi vogliano finire, per trovarfi il corpo in
iftato da poter formare i paffi, che fieguono appreffo. Sopra di che dar fi poffono due regole
generali. 

La prima fi e, che equilibrato il corpo ne i due primi modi, cioe fopra le piante, o fopra le punte
de' piedi, fi poffono indifferentemente i paffi coll'uno, o coll'altro pie cominciare. La
feconda, che equilibrato il corpo negli altri quattro modi, cioe fopra la pianta, ovvero fopra
la punta d'un piede, toccandofi colla punta dell'altro la piana terra, ovvero tenendofi in
aria; non fi poffono da quel pie cominciare i paffi, fopra di cui fi trova tutto il pefo del corpo,
fuor folamente i contratempi, ed i mezzi contratempi,come a fuo luogo faremo aperto. 

Sono finalmente da avvertire alcune cofe intorno all'equilibrio, o portamento della Dama,
e del Cavaliere rifpetto alla danza nobile. La Dama adunque dee tenere la tefta diritta, e la
gorgia alquanto recata in fuori: il guardo non alto, ne baffo, ma si a mezz'aria: Le fpalle baffe,
e tirate in dietro, accioche il petto comparifca ben largo: lo ftomaco avanzato, ed il ventre
ritirato: i piedi in fuori: le braccia baffe fopra il mezzo di ciafcun lato non troppo aperte,
ne troppo ferrate: le mani, coll'indice, e pollice delle quali deve ella tenere l'uno, e l'altro
lato della vefta, voglionfi tenere colle piante non troppo rivolte innanzi, accioche non
apparifca troppo diftefa; ne molto rivolte in dietro per non comprimerla, e farla vedere troppo
angufta: ma si fono da tenere nel mezzo di quefti due modi.E fopra tutto avverta a far cio con
un'aria nobile, graziofa, facile, e naturale. Il Cavaliere tenga anche la tefta diritta:
le fpalle baffe,ed alquanto ritirate in dietro: lo ftomaco un poco avanzato innanzi: il ventre
niente recato in fuori, ma si ritirato: i ginocchi diftefi in fuori: le gambe diritte, ed i piedi
bene in fuori rivolti. E fopra tutto fi guardi di parere affettato; fchifi la forza; e prenda
un'aria nobile, agevole, e naturale. CAPITOLO IV. De' Movimenti del Corpo. 

IL movimento del corpo fi e quel portarfi di colui, che balla o in giro fopra il fuo propio luogo,
o dal luogo, ove ei fi trova, in un'altro. 

I movimenti o fono femplici, ovvero compofti. I femplici fono quelli, che s'adoperano tutti
foli, e che non vanno uniti a piu fpezie di movimenti. I compofti per contrario fono quelli,
che vanno congiunti a piu movimenti di fpezie diverfa. I movimenti femplici fono quattro,
cioe piegato, rialzato, andante, e circolare. Il piegato fi fa piegando i ginocchi. Il rialzato,
rialzando, o diftendendo i ginocchi. L'andante fi fa camminando innanzi, nan- addietro,
dall'uno, e dall'altro lato. Ed il circolare movendo il corpo in giro fenza ufcir del fuo propio
luogo. I compofti, i quali coftano fi due, o al piu di tre femplici movimenti congiunti in uno,
ed i quili fono affai frequenti nel ballo, Ono per efemplo: il piegar camminando un paffo, il
qual movimento e compofto di due femplici, cioe del piegato, e dell' andante: il piegar girando
ful medefimo luogo a man deftra, o finiftra, il quale e parimente compofto di due femplici,
cioe del piegato, e del circolare: il camminare un paffo girando, il quale anche cofta di due
femplici, cioe dell'andante, e del circolare: il piegar camminando, e girando, che e prodotto
da tre femplici, cioe dal piegato, dall' andante, e dal circolare. Egli e inutile di recare
in mezzo altri efempli de' movimenti compofti; ed all'incontro non e da tacere, che qualora
fi adoperano dal corpo piu movimenti congiunti in B uno, uno, non s'hanno da contare per piu
movimenti, ma per un folo. 

S'avverta oltraccio, che a' falti, i quali fi fanno ne i paffi del ballo nobile, comeche per
effer adoperati abbiano primieramente bifogno del piegamento de' ginocchi, non fi dee attribuire
altro movimento diftinto del rialzato, si perche regolarmente dal medefimo diftendimento
de'ginocchi, nel quale, come e detto, confifte il movimento rialzato, e per cui le piante de'
piedi calcano con empito la terra, vengono prodotti; e si ancora, perciocche ogni movimento
del corpo al piegato contrario, qual'e il falto, deefi veracemente rialzato chiamare. Ed
avvegnache paja, che fe non l'alzata,che fa in aria il falto,almeno la cafcata di quello non
fi poffa col rialzato movimento confondere, o in un congiugnere, che dir vogliamo: effendo
il levarfi in aria, ed il cader giu due movimenti tra loro contrarj, e che non poffono infieme
ftare:tuttavia fe fi confidera, fide- che il primo di effi fa del falto la principal parte,
e che il fecondo e un fuo neceffario finimento, cagionato non gia dalla forza del ballatore,
ma si dalla natura; fi potra chiaramente comprendere, che la cafcata del falto non fi dee nel
ballo avere per movimento diverfo del rialzato. Tanto maggiormente, che dal paffo faltante
in fuori, il quale, come per innanzi nel fuo particolar capitolo avvertiremo, non ha quafi
ufo alcuno nel ballo nobile, tutti gli altri falti fi vogliono si leggiermente fare, acciocche
il foftenuto, e grave portamento della perfona non fi fcomponga; che fi dee piu tofto far fembianti
di faltare, che veramente levarfi in aria. E quefto ammonimento, il quale e affai utile a' Cavalieri,maffimamente
a coloro, che fono troppo grandi della perfona,e neceffariffimo alle Dame, alle quali in niun
modo e lecito faltare nel Ballo nobile. 

Da' movimenti cosi femplici, che B 2 com- compofti traggono tutti i paffi del ballo, come da
una fola cagione, l'origin loro. Perlaqualcofa fi dee ftudiofamente riflettere fopra la
loro natura, e differenza, affine di conofcere in un tratto di quanti, e quali movimenti fia
ciafcuno paffo prodotto; e qual di effi fi debba nel principio, qual nella fine de' paffi trovare;
e finalmente fopra qual de' detti movimenti fi trovi la cadenza, o battuta dell' armonia di
quell'aria, che fi vuole ballare. CAPITOLO V. Della Cadenza. 

DA' movimenti, come e detto, vengono prodotti tutti i paffi del ballo nobile. I quali effer
non dovendo dall'altrui talento, ma si bene dall'armonia regolati; pero fecondo l'ordine,
che nel principio prendemmo, feguita nel prefente luogo a dire dire della cadenza. 

Manifefta cofa e adunque, che effendo la danza figliuola dell'armonia, alcuno non fappia,
ne poffa ballare, s'egli non conofce, e co' movimenti del corpo la cadenza di quella non fiegue.
E cio e tanto vero, che quantunque alcuno abbia tutta l'agilita, fpeditezza, e grazia della
perfona, e che fappia formare tutti i paffi; fe peravventura non fapra adattargli alla mifura
del-l'armonia, egli non fapra mai ballare. 

Potrei qui fare un diffufo catalogo, ridicendo le varie maniere, ed i diverfi tempi, co' quali
l'armonia fi mifura, fe il mio proponimento ftato foffe d'infegnare altrui la mufica: ma perciocche
ad altro e intefo il mio fine, cioe a trattare del ballo nobile; percio parleremo di quelle fole
mifure, che cotal arte riguardano. 

In tutta la danza adunque altre mifure di tempi non hanno luogo, che la mifura di due tempi detta
binaria, e quella di tre tempi, ternaria volgarmente B 3 men- appellata. E tutte le altre mifure,
delle quali la mufica abbonda, fi poffono di leggieri nel ballo a quefte due mifure di due, e
di tre tempi ridurre. E fe con tutto il rigore parlar voleffimo, ci converrebbe dire, che non
v'ha, ne vi puo avere alcuna mifura, la qual binaria, o ternaria non fia, perciocche effer non
potendo altrimente i numeri, che pari, o impari, tutte le mifure dell'armonia deono effere
di ragion dupla, ovvero tripla. Onde i Maeftri di Mufica non poffono gia mutare la fuftanza
delle ragioni, o mifure dell' armonia, effendo elleno eterne, immutabili, e neceffarie:
ma si poffono variarne i modi, dividendole, e fuddividendole a lor talento, fenza pero, ch'elle
ceffino di rimaner tuttavia duple, ovvero triple. 

Il tempo binario s'adopera per lo piu in quelle danze, che fpeditamente, e con preftezza deono
effer ballate: come per efemplo la Giga, la Gavotta, la Bure, il Rigodone, l'Alamanda, ed ed
altre fimili. Il tempo ternario ferve a quell'altre danze, le quali fi vogliono pofatamente,
e con maggior gravita delle prime, ballare: come per efemplo la Sarabanda, la Ciaccona, la
Follia, l'Amabile, ed altre fimili. E comeche v' abbia delle danze, l'arie delle quali fono
cosi pofate, che fembrano piu tarde di quelle, che fono ful tempo ternario compofte, e le quali
fono notate fopra quattro tempi, che i Mufici dicono otto dodici, come per e mplo l'Entrata
grave, e l'arie, che i Franzefi chiamano di Lure ; tuttavia pero quefte medefime arie fi riducono
al tempo binario, fopra cui vengono ad effer ballate, fenza che in niuna cofa fi muti la pofatezza,
o gravita loro. 

Abbiafi dunque per fermo, e per regola indubitata, che nel ballo altre mifure di tempi non hanno
luogo, che la binaria, e la ternaria, le quali, come e detto, a due, e tre fi riducono; e che fi
deono o prefto, o tardi, fecondo il B 4 buon buon genio de' ballatori, efattiffimamente, e fenza
fcemarne, o crefcerne un fol momento, fonare. 

Ed ultimamente e da avvertire, che color, che vogliono in breve fpazio imparare il ballo, e
di bifogno, che ottimamente fappiano la natura de' detti due tempi. Da quefto pero non ne fiegue,
che quei, che non ne hanno perfetta notizia, non poffano, come quegli altri, che gli hanno per
le mani, ballare in cadenza: veggendofi tutto giorno allare alcune perfone, le quali la mufica,
o le proprieta, e naturalezza de' detti due tempi non fanno; perciocche facendofi loro per
li buoni Maeftri intendere, che ogni paffo del ballo deefi fare nello fpazio d'un tempo, o mifura
d'armonia, e dinotandofi loro fopra qual movimento de' paffi fi trovi la cadenza, o battuta
della detta mifura; coll'efercizio continuo, e col tenerfi a mente le fole due fpiegate mifure
del tempo binario, e ternario, imprender pren- potranno con ogni efattezza a ballare: ma si
ne viene in confeguenza, che in cosi brieve tempo, come coloro, che avranno di quelli una perfetta
conofcenza, e che fapranno la mufica, non impareranno a ballare. Ed all'incontro i Maeftri
di ballo hanno obbligo fpezialiffimo di faper tanto di mufica, quanto bafti loro per intendere
compiutamente i detti due tempi; perciocche altrimenti non potranno giammai far acquiftare
per via di pratica a'loro fcolari, che non fanno di mufica, quegli abiti, che fi richieggono
per ballare in cadenza. CAPITOLO VI. De' Paffi del Ballo Nobile. 

SI e dato finora fufficientemente ad intendere, in che modo fi deano i piedi tenere appoggiati
fulla terra: come fia da tenerfi il corpo in equi- equilibrio: ed in che maniera bifogni muoverlo
a tempo. Or non potendofi il corpo muovere, fe non col formare que' paffi, i quali fi convengono
far nel ballo; per feguire l'ordine imprefo, fi dovera de' paffi in quefto luogo far parola.
E cio faro io colla maggior chiarezza, che fia poffibile, quantunque quefta materia fia molto
intralciata, e malagevole; e contuttoche alcuno non ce ne abbia infino ad ora dato in ifcritto
una chiara, e diftinta idea. 

I movimenti cosi femplici, che compofti adoperati fopra le pofiture de' piedi, e gli equilibrj
del corpo fono origine, principio, e cagione di tutti i paffi del ballo nobile. I quali effendo
moltiffimi, fe ne vuol parlare per innanzi partitamente ad uno ad uno. Siaci ora prima d'ogn'altra
cofa lecito tutti i lor nomi qui riferire. I quali, per fecondar la prefente ufanza, o coftume,
che dir vogliamo (giacche ad alcuni amadori di cotal' arte per non dir tutti, s'odono nominar
in fran- franzefe; ed all'incontro ad alcuni altri, i quali fono d'affai minor numero, in tofcano)
cosi nell'uno, come nelI'altro idioma faran per noi rapportati. I Paffi del Ballo Nobile fono
i feguenti. 

Semplice, o Naturale. 

Simple, ou Naturel . 

Piegato,e Rialzato. 

Plie, & Releve . 

Pirola. 

Pirouette . 

Saltante. 

Saute . 

Gittato. 

Jette . 

Mezzo Gittato. 

Demi-Jette . 

Mezzo Tronco. 

Demi-Coupe . 

Tronco. 

Coupe . 

Sfuggito. 

Efchape, ou Sailli . 

Scacciato. 

Chafse . 

Fioretto. 

De Bouree, ou Fleuret . 

Contrattempo. 

Contretemps . 

Mezzo Contrattempo. 

Demi-Contretemps . 

Di Rigodone. 

De Rigaudon . 

Di Siffone. 

De Sifsonne . 

Unito. 

Affemble . 

Di Gagliarda. 

De Gagliarde . 

Grave. 

Grave,ou de Courante . 

Bilanciato. 

Balance . 

Cadente. 

Tombe . 

La Sdrucciolata. 

Glifsade . 

Staccato. 

Degage . 

CAPITOLO VII. Dicbiarazione de' fegni, cbe fi trovano nelle Figure de' Paffi. 

Tutte le figure de' Paffi, che feguiranno, effendo di tanti, e si diverfi fegni compofte, che
mal fi potrebbono, fecondoche io eftimo, comprendere, fe prima la fignificazione di quelli
non fi fapeffe; convenevole cofa e, che innanzi d'entrare a dire de' paffi, i quali fanno di
quefto trattato la maggior parte, la fpofizione de' detti fegni fi dea premettere. Ed avvegnache,
oltre di quelli, che noi quirecheremo, abbiavi alcuni altri pochi fegni, i quali, a coloro,
che vogliono faper porre in ifcritto le danze, fono neceffarj; tuttavia non trattando io della
Corografia, ovvero dell'arte di fcri- fcriver le danze, ftata gia da altri fufficientemente
infegnata, ma si folamente dell'arte del Ballo; ho dovuto in quefto luogo rapportare quei
foli fegni, che fono opportuni ad intendere le figure de' paffi, che feguiranno. 

La figura ABC rapprefenta il paffo, di cui A dinota il luogo, dove fi trovava il piede prima di
camminare: la linea AB il cammino fatto: e la linea BC il fito del piede dopo d'aver camminato,
del quale B rapprefenta il fito fito del tallone, e C della punta del piede. 

Il movimento piegato fi defcrive in due modi tra lor differenti. Primieramente con una piccola
linea appiccata al paffo, in giu riguardante, come fi vede nella figura D, ed in fecondo luogo
con una confimil linea aggiunta al piede, come P rapprefenta. 

Il movimento rialzato notafi parimente cosi ful paffo, come dinota la lettera E, che ful piede,
come Q, con una piccola linea all' uno, ed all' altro ad angoli retti congiunta. 

Il falto e additato dal paffo F, a cui fono due piccole linee l'una alI'altra vicine aggiunte
ad angoli retti. 

Lo fdrucciolamento vien dinotato da due linee, la prima delle quali e ad angoli retti al paffo
attaccata, e la feconda ad angoli retti alla prima linea, e parallela al paffo, come G rapprefenta.

La cafcata da due altre piccole linee vien dimoftrata, la prima delle qua- quali e al paffo unita
ad angoli retti, e la feconda ad angoli retti fulla punta della prima cafcante, parallela al
paffo, ed in fu rivolta, come H fa vedere. 

Il tenere il pie in aria fi puo in due guife fignificare, In primo luogo troncandofi con una piccola
linea verfo la punta il paffo, come dimoftra I; ed in fecondo luogo troncandofi con una confimil
linea il piede anche verfo la punta, come R fa vedere. 

Il punto meffo davanti alla punta del piede del paffo K dinota il dovere appoggiare il pie fulla
punta fenza che il corpo vi fia fu portato. Ed il medefimo dimoftra il punto meffo davanti ad
un piede, come la lettera S rapprefenta. 

Il movimento circolare adoperato nel luogo, ove fi trova il corpo, notafi fopra i piedi con
un mezzo quarto di circolo, quando fi voglia moftrare un mezzo quarto di giro, in quella guifa
che s' offerva nel piede T, con un un quarto di circolo, quando un quarto di giro s'ha a fignificare,
come fi vede nella lettera V: con un mezzo circolo, volendofi dimoftrar mezzo giro, in quel
modo, che moftra X: e finalmente con tre quarti di circolo, quando fono da notarfi tre quarti
di giro, come Z ne da a divedere. Quando pero dinotar fi voleffe il movimento circolare andante,
le porzioni di circolo andrebber meffe, non gia fulli piedi, ma fopra i paffi. C Due 

Due paffi fi congiungono infieme con una linea all'uno ed all'altro attaccata, in quella maniera,
che moftra N, la quale alli paffi L, ed M ferve di legamento. 

Ed ultimamente quando fi vuol dinotare, che un paffo deve andare due volte piu veloce d'un'altro,
fi vogliono adoperare due linee in quella guifa, che dinota la lettera O, per cui fi da ad intendere,
che il paffo congiunto, cioe L, debba andar due volte piu veloce del paffo M, che lo congiugne.

Per la compiuta intelligenza de' fuddetti fegni due cofe mi rimangono ad avvertire. La prima
fi e, che quando effi fi trovano notati fopra i paffi, dinotano, che fi debbano i movimenti per
loro dimoftrati, adoperar camminando; ove quando vanno notati fopra i piedi, vogliono dimoftrare,
doverfi i detti movimenti fare fopra le pofiture. E la feconda fi e, che ritrovandofi due, o
piu de' detti fegni cosi fopra i paffi, che fopra i piedi notati, tati, i primi movimenti, falti,
fdrucciolamenti, e cafcate, che s'hanno a fare, fono quelli, che ftanno piu proffimi al capo
nero de' paffi, ovvero al tallone de' piedi; e poi da mano in mano fuccedono i fecondi, e quanti
mai ve ne fuffero dinotati; ferbando fpezialmente una regola intorno alli fegni de' paffi,
che dove effi fi troveranno notati, cioe nel principio, nel mezzo, o nella fine de' detti paffi,
in quel medefimo luogo, cioe nel principio, nel mezzo, o nella fine del cammino, deonfi i detti
movimenti, falti, fdrucciolamenti, e cafcate adoperare. C 2 CA- CAPITOLO VIII. Del Paffo
Semplice, o Naturale 

QUefto paffo fi chiama Semplice, o Naturale,perciocche anzi vien formato per femplicita
di natura, la quale infegna a tutti a camminare, che per fottigliezza d' umano penfamento,
o per arte. Si puo cominciare, e finire fopra ognuna delle cinque pofiture, e fi puo fare camminando
avanti, addietro, a man deftra, o finiftra, o veramente in giro. Cofta d'un folo movimento,
e s'adopera in tre differenti maniere. Primieramente facendo camminare natural mente l'uno,
o l'altro piede. Secondariamente levando il pie, che cammina in aria, col quale fi defcrive
dallato un mezzo cerchio prima d'appoggiarlo a terra. Ed in terzo luogo fi fa fdruc- fdrucciolando
col piede, il quale mentre cammina, dee leggiermente toccare colla punta la terra. Potrebbefi
a quefto paffo attribuire un tempo, maffimamente quando far fi doveffe nel fecondo, o nel terzo
modo: ma radiffime volte interviene, che fe gli dia quefto valore; perlaqualcofa ferve per
lo piu nella danza di legamento d'uno in altro paffo, o per meglio dire, di riempimento di mifura.
E fi defcrive nelle tre guife, che fieguono. C 3 CA- CAPITOLO IX. Del Paffo Piegato, e Rialzato

IL paffo Piegato,e Rialzato, il quale fi puo fare fopra tutte le pofiture d' piedi, cofta di
due femplici movimenti, cioe del piegato, e del rialzato, e s'adoperi in cotal modo: fi fpieghino
primieramente amenduni i ginocchi, e poi fi rialzino; ed appreffo s'equilibri il corpo fopra
un fol piede, e fi tocchi colla punta dell' altro infenfibilmente la terra, ovvero fi levi in
aria. I due movimenti piegato, e rialzato, che fi trovano in quefto paffo,hanno il valore d'un
tempo, la cui battuta fi trova ful fecondo movimento. Ed avvegnache alcun de'piedi no cammini
nel far quefto paffo: tuttavia, a' detti movimenti, che lo compongono, s'e meffo nome di paffo
Piegato,e Rialzato: il quale, le, perciocche fi adopera ful propio luogo, e fenza che i piedi
camminino, fi defcrive co' fegni a' piedi congiunti, fecondo le regole date di fopra, nel modo,
che fiegue. CAPITOLO X. Della Pirola 

DIcemmo nel capitolo de' movimenti, che il movimento circolare far fi poffa in due differenti
maniere, cioe girando ful propio corpo, e fenza ufcir del luogo, dove alcuno fi trova,ovvero
camminando in giro,cioe C 4 ufcen- ufcendo fuor del luogo, ove fi trova il corpo. Or la Pirola
s'adopera quando fi vuol girare nel primo modo; e per camminar girando voglionfi ufare altri
paffi. 

Il movimento circolare nell'una, e nell'altra maniera, che far fi voglia, fi partifce in due
mezzi giri: in quattro quarti di giro: ed in otto mezzi quarti di giro. Si potrebbe anche fuddividere
in vie piu piccole particelle: ma peroche cio facendo, le parti del giro fi renderebbero impercettibili;
pero nel ballo altre divifioni, che le qui recate, non hanno luogo. 

Or cio pofto convien fapere, che fi puo la Pirola in due modi, cioe girando per la parte di dentro,
e girando per quella di fuori, adoperare. De' quali e da parlarfi partitamente ad uno ad uno.

La Pirola girata per la parte di dentro fi fa qualora ritrovandofi il pie deftro davanti al finiftro,
fi gira il corpo per la finiftra: ovvero ri- ritrovandofi il pie finiftro davanti al deftro,
fi gira il corpo per la deftra. Quefta Pirola fi puo fare di mezzo quarto di giro fulla terza,
quarta, e talora fulla prima pofitura: d'un quarto di giro fempre fulla terza, o fulla quarta:
e di mezzo giro, il quale non e da oltrapaffare, per non porre i piedi fopra alcuna delle falfe
pofiture, le quali, come e detto, non fono da ufare nel ballo nobile, fulla quinta pofitura.
Sopra ognuna di quefte pofiture fi fa cotal Pirola piegando i ginocchi, girando in dentro,
e diftendendogli, o rialzandogli nella fine del mezzo quarto, o del quarto, ed ultimamente
del mezzo giro. Perlaqualcofa ella racchiude due movimenti, cioe il piegato girando, ed il
rialzato dopo l'aver piegato. Ed in qualunque modo, che far fi voglia, cioe di mezzo quarto,
d'un quarto, o di mezzo giro, vale un fol tempo, la cui battuta fi trova ful fecondo movimento,
cioe ful rialzato. On- Onde un modo dall' altro nella maggiore, o minore velocita differifce,
si che la Pirola di mezzo giro dee farfi due volte piu veloce di quella d'un quarto: e quella d'un
quarto doppiamente veloce della Pirola di mezzo quarto, accioche ella comunque fatta abbia
d'un folo tempo il valore. 

La Pirola girala per la parte di fuori fi fa quando ritrovandofi il pie deftro davanti al finiftro,
fi gira il corpo per la deftra: ovvero qualora ritrovandofi il finiftro davanti al deftro fi
gira il corpo per la finiftra. Si comincia fopra qualunque pofitura di piedi, e fi faccia in
quefto modo: fi pieghino i ginocchi, e fi porti il piede dalla banda, che fi dee girare, ed appoggiatolo
a terra fi rialzino i ginocchi, e fi termini fulle punte de' piedi il giro, che fi ha a fare. Contiene
anche due movimenti, il primo de' quali fi e il piegato, con cui unitamente fi porta il piede
dalla banda, che fi dee girare, ed il fecondo fi e il rialzato, to, con cui fi termina il giro.
Si puo fare d'un mezzo quarto, d'un quarto, di mezzo giro, e di tre quarti di giro. Li quali non
fono da oltrapaffare, per non ifcomporre la gravita, o ferieta del corpo nel ballo nobile.
Ed in qualunque modo, che far fi voglia, non val piu, che un tempo, la cui battuta fi trova ful
fecondo movimento, cioe ful rialzato. Perlaqualcofa in altro la Pirola di tre quarti da quella
di mezzo giro non differifce, fuor folamente in cio che la prima fi fa una volta e mezza piu veloce
della feconda: e quella di mezzo giro dee farfi due volte piu veloce della Pirola d'un quarto:
e quella d'un quarto doppiamente veloce della Pirola di mezzo quarto: accioch'elleno comunque
adoperate fiano in un fol tempo comprefe. Avvertafi dunque bene in tutte le maniere di far le
Pirole, che altra cofa e la velocita, con cui girar fi deono i mezzi quarti, i quarti, i mezzi
giri, ed i tre quarti di giro; ed altra cofa e la mifura, ra, o tempo dell' armonia. E nel vero la
mifura e fempre la medefima: ma la velocita delle Pirole or dee effere maggiore, or minore,
fecondo quelle parti di giro, che s'hanno a fare, per andar bene a tempo. CAPITOLO XI. Del Paffo
Saltante 

IL Paffo Saltante, il qual di rado viene ufato nel ballo nobile, fi fa fopra tutte le pofiture
de' piedi, da una in altra faltando. Contiene due movimenti,cioe il piegato,ed il rialzato
to col falto. E quantunque foglionfi impiegare due di quefti paffi per compiere un tempo: tuttavia
la battuta fi trova fempre fulla cafcata del primo falto. L'efemplo fia quefto: fe fi vuol'
egli fare dalla terza alla feconda pofitura, e dalla feconda alla terza. Equilibrato il corpo
nel primo modo, fi pieghino i ginocchi, e si rialzino faltando, e cadasi giu fulla feconda positura.
Quindi si ripieghino immediate i ginocchi, si rialzino rifaltando, e si ricada fulla terza
positura con quel piede innanzi, che nel principio trovoffi addietro. CA- CAPITOLO XII. Del
Paffo Gittato 

COminciafi quefto paffo indifferentemente dall'uno,o dall'altro piede fopra qualunque
pofitura. E' compofto di due movimenti, il primo de' quali fi e il piegato, ed il fecondo il rialzato
andante col falto. Per efemplo: fe alcuno lo voglia fare dalla quarta alla medefima pofitura
col pie deftro dietro al finiftro, a di bifogno, ch'e' pieghi i ginocchi,e che rialzandogli
falti innanzi, e cada fopra il piedeftro alla quarta pofitura. E comeche il fuo valore fia veramente
d'un tempo, la cui battuta fi trova fulla cafcata del falto: nullaperodimeno e folito farfi
due di quefti paffi, maffimamente quando alcun fe ne ferva nella mifura a due tempi; nel qual
cafo la battuta anche fi trova fulla cafcata fca- del primo Gittato, ed il fecondo ferve di legamento
al paffo, che deve appreffo fuccedere. Quando pero fi voglia impiegare un fol paffo Gittato
per compiere una mifura, bifognera fermarvifi, e fervirfi di qualche bello, e graziofo atteggiamento
per finattanto, che giunga il punto dell' altra mifura, per procedere a paffi, che fieguono
appreffo. CAPITOLO XIII. Del Pafso Mezzo Gittato 

L'Ufo di quefto paffo e affai frequente nel ballo nobile: ed avvegnache ve- rade volte nel principio:tuttavia
fi trova fpeffiffimo nella fine di molti paffi. In niuna cofa dal precededente intorno alla
pofitura, equilibrio, movimenti, e mifura, e diverfo. E la lor principale differenza confifte
nell'operare i movimenti del paffo Mezzo Gittato per meta, e piu foavemente di quelli del paffo
Gittato. CAPITOLO XIV. Del Pafso Mezzo Tronco 

SI puo cominciar quefto paffo dall' uno, o dall' altro piede fopra qualunque pofitura o fi voglia
andare innanzi, o addietro, o a deftra, o a finiftra, od ultimamente in giro, fecondoche la
danza, la qual fi balla, richiede. Due movimenti fon contenuti in quefto paffo: il primo e il
piegato camminando, ed il fecondo il rialzato, poiche camminato to fi fia. Vale egli una mifura,
la qual fi trova ful fecondo movimento. L'efemplo fia quefto: volendofi col pie deftro far
quefto paffo per innanzi dalla quarta alla medefima pofitura, fi trovi dietro al finiftro:
ful quale equilibrato il corpo, deonfi piegare i ginocchi, facendo nel medefimo tempo paffare
il pie deftro innanzi alla quarta pofitura: ed appreffo rialzandogli, conviene equilibrare
il corpo ful deftro piede, e levar di terra il finiftro, fe la danza, che fi balla, il domanda;
altrimente e da equilibrarfi fopra quel piede, il quale a partire non dovra effere il primo,
toccandofi il fuolo colla punta dell' altro piede, acciocche fi trovi a' paffi, che fieguono,
libero e disbrigato. Quefto paffo Mezzo tronco, si perche da fe folo ha grandiffimo ufo nella
danza, e si ancora perciocche entra nella formazione di molti paffi, cioe del Tronco, del Fioretto,
del Bilanciato, e della Sdrucciolata,come per innanzi, D di- di lor trattando, farem vedere,
vien ad effere un de' principali paffi del ballo nobile,il qual defcrive in quefto modo. CAPITOLO
XV. Del Pafso Tronco 

QUefto paffo e compofto d' un Mezzo tronco congiunto ad un paffo Naturale comunque fatto, cioe
o del tutto femplice, o accompagnato dallo fdrucciolamento del piede, ovvero dal mezzo cerchio:
le quali tre maniere di fare il detto paffo fufficientemente nel capitolo del paffo Semplice,
o Naturale furon per noi noi rendute aperte. Perlaqualcofa contiene egli tre movimenti, il
primo de' quali fi e il piegato camminando, il fecondo il rialzato dopo d'efferfi camminato,
ed il terzo fi e l'andante. Si puo fare fopra tutte le pofiture, e per ove fi voglia, cioe andandofi
innanzi, addietro, a man deftra, o finiftra, o finalmente in giro. Per efemplo, fe far fi voleffe
per innanzi dalla terza alla quarta pofitura, partendofi col pie dritto, converrebbe, equilibrato
primieramente il corpo ful pie finiftro, col deftro addietro sulla punta, piegare i ginocchi,
facendo nel medefimo tempo paffare innanzi il pie deftro alla quarta pofitura; quindi farebbe
da rialzarfi, e da equilibrarti fopra lo fteffo pie dritto, ed alzatofi di terra il finiftro,
far fi vorrebbe un paffo Naturale alla quarta pofitura in una delle tre dette maniere. Ne folamente
puo terminarfi il paffo Tronco con un paffo Naturale, ma anche col battimento di piede: D 2 de,
il quale come fi debba adoperare, apprefso nel fuo capitolo moftreremo. Ha egli il valore d'un
tempo, la cui battuta fi trova ful fecondo movimento. 

Avvi eziandio un' altro modo di far quefto paffo, che volgarmente paffo Tronco a due tempi vien
detto. E' anche compofto di due paffi, cioe d'un Mezzo tronco, e d'un Mezzo gittato. In alcuna
cofa dal precedente, falvo ne' movimenti non differifce, perciocche, ove quello ne ha tre,
quefto ne contien quattro, cioe due del Mezzo tronco, ed altri due del Mezzo gittato. E fenza
diftefamente recarne altro efemplo, baftera di fapere, che quando colui, che balla fi fara
alzato, ed inalberato ful pie deftro, uopo e che fenza indugio ei levi in aria il finiftro allato
al deftro, e ripiegati alquanto i ginocchi, col medefimo pie finiftro convien, che faccia
un Mezzo gittato dalla banda dinanzi alla quarta pofitura. Se gli attribuifce anche un tem-
tempo, la cui battuta fi trova parimente ful movimento rialzato del paffo Mezzo tronco: e fi
defcrive nelle feguenti maniere. CAPITOLO XVI. Del Pafso Sfuggito 

IL paffo Sfuggito, non altrimente, che il Saltante fpofto di fopra, comeche D 3 me- fia annoverato
tra' paffi del ballo nobile, pur tuttavia non e da farfene conto, ma si e da fchifarfi, fpezialmente
nelle danze compofte, ove fi dee ognun guardare di far entrare que' paffi, che di leggieri poffono
il grave, e foftenuto portamento della Dama fcomporre. In alcuna cofa dal Saltante, fuorche
ne' movimenti, non differifce. E nel vero ove, i movimenti di quello fono il piegato, ed il rialzato
col falto, i movimenti di quefto fono il rialzato fulle punte, e l'andante. Per fare adunque
il paffo Sfuggito dalla prima alla feconda, e dalla feconda alla terza pofitura, fi vuole equilibrare
il corpo fopra amenduni i piedi, e fuccedevolmente, fenza piegare i ginocchi, vuolfi levare
fopra le punte loro, ed incontanente deono i piedi fdrucciolando fcappare, e fcorrere alla
feconda pofitura. E nello fteffo momento, che fopra d'effa fi giugne, bifogna levarfi nuovamente
fulle punte, te, e ritornar nel medefimo modo fulla terza pofitura. CAPITOLO XVII. Del Paffo
Scacciato 

QUefto paffo fi chiama Scacciato, perciocche in effo un de' piedi percotendo l'altro, lo fcaccia
via, e gli fa fare un paffo Naturale. Quantunque adoperar fi poffa per innanzi, addietro, dall'uno,
e dall'altro lato, ed ultimamente in giro: tuttavia nelle compofizioni de' buoni Maeftri
di danze, non fi vede egli D 4 ufa- ufato, che dallato, ovvero addietro; riufcendo invero l'altre
guife molto fconce, e niente alla vifta gradevoli. Due fole pofiture di piedi, cioe la feconda,
e la quarta gli poffono fervir di cominciamento, non facendofi quefto d'ordinario, falvoche
addietro, ovvero dallato. Contiene tre movimenti, cioe il piegato, il rialzato, e l'andante,
e s'adopera in quefto modo. Volendofi, per efemplo, fare addietro fopra la quarta pofitura
col pie finiftro davanti al deftro: equilibrato primieramente il corpo fopra amendune le
piante de' piedi, fi pieghino i ginocchi, ed appreffo rialzandogli e da faltare col pie finiftro,
il quale leggiermente venga addietro a percuotere col tallone nella noce del pie deftro, facendogli
fare un paffo Semplice alla quarta pofitura. Il medefimo s'adoperi nel paffo Scacciato fatto
dallato. Fannofi ordinariamente due di quefti paffi per compiere una mifura di tempo, la cui
bat- battuta fi trova ful fecondo movimento, cioe ful rialzato del primo Scacciato: e fi defcrive
nelle guife, che fieguono. CAPITOLO XVIII. Del Fioretto 

IL paffo detto Fioretto e si neceffario nel ballo nobile, che non fi puo comporre alcuna danza
fenza di effo, ove di quefto folo si puo formare una danza intera. E percio e da porre ogni ftudio,
e follicitudine, acciocche di effo fi dia una com- compiuta, e diftinta dichiarazione. 

Da' tre differenti modi, co i quali fi fa quefto paffo, ha egli ricevuto tre diverfe dinominazioni,
le quali fono quefte: Fioretto Semplice: Fioretto in Ifcacciato, e Fioretto in Gittato. Sono
non pertanto tra di loro in ogn'altra cofa differenti, fuor ne' movimenti, e nel tempo, come
ad uno ad uno in quefto luogo di lor trattando, farem vedere. 

Il Fioretto Semplice, il quale e piu degli altri due ufato, e neceffario nel ballo nobile, fi
puo fare fopra tutte le pofiture de' piedi in diverfi modi, e fopra differenti figure: ma fempre
co' medefimi movimenti, e mifure di tempo. Quattro movimenti fono in quefto paffo comprefi:
il primo de'quali fi e il piegato camminando, il fecondo il rialzato, il terzo, ed il quarto
fono due movimenti andanti in due femplici paffi. Vale una mifura, la cui battuta fi trova ful
fecondo movimento, cioe ful rialzato. Il fuo efemplo plo fia quefto. Volendofi fare il Fioretto
innanzi dalla terza alla quarta pofitura cominciandofi col pie dritto, s'equilibri il corpo
ful pie finiftro, tenendofi il pie deftro addietro fulla punta. Si pieghino appreffo i ginocchi,
mandandofi nel medefimo tempo il pie deftro innanzi alla quarta pofitura: quindi fi rialzino,
e fi facciano due paffi Semplici, il primo de' quali col pie finiftro, ed il fecondo col deftro,
amenduni alla quarta pofitura. Se bifognaffe far un'altro Fioretto, a quefto gia dichiarato,
congiunto, fi converrebbe incominciare col pie finiftro. Ed ultimamente e da avvertire,
che fe nel luogo del fecondo paffo Naturale foftituir fi voleffe un leggieriffimo Mezzo gittato,
farebbe invero per riufcire affai piu dilettevole per vaghezza. 

Il Fioretto in Ifcacciato fi fa in affai meno modi, che il precedente, e fe gli puo veramente
dar quefto nome, quando fi va folamente innanzi, o ad- o addietro; perciocche cosi nell'uno,
che nell' altro modo adoperato un piede va a percuotere, ed a fcacciar l'altro. E nel vero volendolo
fare innanzi; poiche fi fara rialzato il primo paffo, che s'era camminando piegato; il piede,
che adopera il fecondo paffo, va ad urtare colla noce dietro al tallone dell' altro, facendogli
fare il terzo paffo. E volendofi fare addietro, dopoche fi fara, piegando i ginocchi, camminato
addietro il primo paffo, e dopoche fi fara rialzato; il pie, che fi trova innanzi, faccia il
fuo paffo Naturale, e vada a percuotere col tallone nella noce del pie, che fi trova addietro,
e gli faccia fare il terzo paffo, che viene ad effere il fecondo Naturale. Ed il Fioretto in quefti
due modi fi puo fare fopra tutte le pofiture de' piedi. Ma qualora il Fioretto fi vuol fare dallato,
ovvero in giro, nel qual cafo deefi cominciare dalla feconda pofitura, non fi conviene, propiamente
parlando, dire dire Fioretto in Ifcacciato, perciocche nell'uno, ne nell'altro modo un pie
non urta, ne fcaccia l'altro, e piu tofto viene ad effere un Fioretto in paffo Sfuggito. Per
efemplo, fe fi vuol fare dal lato dritto; meffi i piedi, come e detto, fulla feconda pofitura,
ed equilibrato il corpo fopra amenduni i piedi; fi vogliono piegare i ginocchi piu foavemente,
che negli altri Fioretti, e nel tempo, che fi rialzano, e di bifogno far paffare il pie manco
per dietro al dritto alla terza pofitura: e nel momento, che il pie manco tocca la terra, fenza
alcuno indugio far fi convengono due paffi Semplici dal lato dritto, il primo de' quali fi faccia
col pie deftro alla feconda pofitura, ed il fecondo col pie finiftro per innanzi al dritto alla
terza pofitura. Se fi voleffe far un'altro Fioretto per lo medefimo lato, ovvero girando per
effo, fubito terminato il terzo paffo; farebbe di bifogno portare il pie dritto dallato alla
fe- feconda pofitura, ed appreffo fare il Fioretto in quella maniera, che fi vorrebbe. Ed in
quefto cafo il Fioretto farebbe di quattro paffi compofto, e di cinque movimenti, i quali velocemente
effer dovrebbono adoperati, affine di chiudergli in una fola mifura di tempo. Ma comeche quefto
Fioretto di quattro paffi fiafi per me veduto ufare ad alcune perfone, tuttavia pero io porto
fermiffima opinione, ch'egli non fia in alcun modo da ufare nel ballo nobile. 

Il Fioretto in Gittato e affai piulaudevole, graziofo, e ben fatto, che non e il precedente.
E' compofto d'un Mezzo gittato, e di due Semplici paffi. Cominciafi fopra tutte le positure
de' piedi. Per efemplo volendol fare a lato siniftro con trovarsi i piedi fulla feconda positura,
s'equilibri il corpo fopra il pie manco, toccandosi la terra colla punta dell' altro piede,
col quale si faccia un Mezzo zo gittato a siniftra fopra la quinta positura: ed appreffo si facciano
due paffi Semplici dal medesimo lato siniftro, cioe il primo col pie siniftro alla feconda
positura, ed il fecondo col deftro per innanzi al siniftro alla quinta positura: ed il corpo
rimanga equilibrato fopra quel piede, che a partire non dovra effere il primo. La battuta di
quefto paffo si trova fulla cafcata del Mezzo gittato. CA- CAPITOLO XIX. Del Contrattempo

A Doperafi il Contrattempo dall' uno, o dall' altro piede fopra ogni altra positura di piedi,
che fulla prima. In qualunque modo, e fopra qualunque figura, che s'adoperi quefto paffo,
contiene quattro movimenti: il primo de' quali si e il piegato, il fecondo il rialzato col falto,
il terzo, ed il quarto fono due femplici movimenti andanti. La mifura di effo fi trova a punto
fulla cafcata del falto, cioe nel fine del fecondo movimento. L'efemplo del Contrattempo
fia quefto: volendofi fare innanzi dalla terza alla quarta pofitura col pie dritto dietro
al finiftro, fi vuole equilibrare il corpo fopra il finiftro, tenendofi il deftro fulla punta:
ed appreffo fi pieghino i ginocchi, noc- e fi rialzino faltando, e fi cada fopra il pie manco,
levandofi il dritto in aria: e fuccedevolmente fi facciano innanzi due paffi Semplici, cioe
il primo col pie dritto, ed il fecondo col finiftro, amenduni alla quarta pofitura. E fe fi vuol
fare il Contrattempo dal lato dritto fulla feconda pofitura; convien piegare i ginocchi,
e rialzandogli faltare, e cadere fopra il pie deftro, levando di terra il finiftro, la cui gamba
fi tenga diftefa allato al pie deftro: ed appreffo fi vogliono fare due paffi Semplici, il primo
de' quali col pie manco per fopra al dritto alla quinta pofitura, ed il fecondo col pie deftro
alla feconda pofitura. Il Contrattempo, ed il Mezzo contrattempo, che qui appreffo dichiareremo,
fono que' paffi, ne' quali, come per addietro dicemmo nel capitolo de' Movimenti, fi debbono
i falti si leggiermente fare, acciocche il grave, e foftenuto portamento della perfona non
fi fcomponga, E ga, che deefi piu tofto far fembianti di faltare, che veramente levarfi in aria.
CAPITOLO XX. Del Mezzo contrattempo 

IL Mezzo contrattempo fi puo fare coll'uno, o coll'altro piede fopra tutte le cinque pofiture:
ed avvegnache s'adoperi in due differenti maniere; tuttavia ritiene fempre lo fteffo nome.
Contiene or due, ed or tre movimenti, fecondoche viene meffo in opera: perciocche o fi vorra
fare nel primo modo, cioe piegando i ginocchi, rialzandogli faltando, e ca- cadendo fopra
un piede, tenendofi l'altro levato in aria; ed in quefto cafo conterra due movimenti, cioe
il piegato, ed il rialzato: o fi vorra fare nel fecondo modo, cioe piegando i ginocchi, rialzandogli
faltando, e cadendo fopra un fol piede, ed ultimamente facendo un paffo Semplice col pie, che
rimane in aria; ed avra tre movimenti, cioe il piegato, il rialzato, e l' andante. La battuta
del fuo tempo fi trova fulla cafcata del falto, ove termina il fecondo movimento. L'efemplo
del Mezzo contrattempo a due movimenti fia quefto: fe fi vuol fare fulla terza pofitura tenendo
addietro il pie dritto, conviene primieramente equilibrare il corpo ful pie finiftro, col
deftro fulla punta: ed appreffo fi vogliono piegare i ginocchi, e rialzandogli faltare, e
cadere fopra il pie manco, levando il pie deftro in aria. E l' efemplo del Mezzo contrattempo
a tre movimenti col tenerfi i piedi fulla medefima pofitura, E 2 e modo, e modo, che s'e detto
del precedente, fia queft'altro: s'equilibri in prima il corpo fopra il pie manco tenendofi
addietro il dritto fulla punta; e quindi si pieghino i ginocchi, e si rialzino faltando, e cadendo
fopra il pie siniftro, e col deftro, il quale si trova in aria, si faccia un paffo Semplice fopra
quella positura, che la composizion della danza richiede. CAPITOLO XXI. Del Pafso di Rigodone

QUefto paffo e compofto d' un Contrattempo, e d'un paffo Saltante tan- cafcato fopra amenduni
i piedi. Egli non si puo far camminando innanzi, o addietro, a man deftra, o siniftra, ma si ful
medesimo luogo, ove il corpo si trova, da cui non si dee ufcir fuori. Si puo anche adoperare,
ma molto di rado, in giro, cioe girando un quarto, due quarti, e per fino ad un giro intero, siccome
m'e venuto in acconcio d' offervare in diverfe danze, e fpezialmente nella Melania di Balon
l'anno mille fettecento tredici compofta. Effendo effo compofto de' due detti paffi, viene
a contenere fei movimenti, cioe quattro del Contrattempo, e due del pafso Saltante, siccome
ne' lor capitoli fu dimoftro; e per la fteffa ragione racchiude due tempi, la battuta del primo
de' quali si trova fulla cafcata del Contrattempo, e la battuta del fecondo fulla cafcata del
falto a due piedi. Adoperasi d' ordinario nel tempo binario: e chi vuol fapere la maniera, colla
quale si E 3 po- pone in ufo, ponga mente a quefto efemplo. Situati i piedi fulla prima positura,
ed il corpo nel primo equilibrio, il qual, come dicemmo, consifte nel tenere il fuo pefo fopra
amendune le piante de' piedi, convien piegare i ginocchi, e rialzandogli faltare, e cadere
fopra il pie dritto, levando dallato in aria il siniftro, il qual poi e da riporre a terra fulla
prima positura, ed incontanente levato il pie dritto anche dal fuo lato in aria, si riponga
nello fteffo modo fulla medesima positura; e quefto si e il Contrattempo. Quindi bifogna ripiegare
i ginocchi, e rialzandogli faltare, e cadere co' piedi parimente fulla prima positura: e quefto
e il paffo Saltante, ove termina il paffo di Rigodone. 

E finalmente si vuole avvertire, che al fine del detto paffo e di bifogno, che vada congiunto
un paffo Staccato, il quale, come a fuo luogo farem vedere, non consifte in altro, che in islontanare,
e ftaccare un piede dal- dall' altro per mandarlo giu a quella positura, donde il fuffeguente
paffo convien, che parta: purche pero partir non debba dalla prima pofitura, dove fi die termine
al paffo di Rigodone. CAPITOLO XXII. Del Paffo di Sifsone 

IL Paffo di Siffone, il quale o si fa ful propio luogo,ove si trova il corpo,ovvero camminando
avanti,addietro, ed in giro, si puo cominciare fopra quattro positure di piedi, cioe fulla
feconda, terza, quarta, e quinta, E 4 ta delle quali la feconda abbifogna folamente per girare
dall'uno, o dall'altro lato. E compofto di quattro movimenti, de' quali il primo e un leggieriffimo
piegato, il fecondo un foave rialzato col falto d'un piede cafcato fopra amenduni fulla quinta
positura, il terzo si e un'altro piegato ben baffo, il qual si trova fempre fulla quinta positura,
ed il quarto, ed ultimo si e un'altro rialzato col falto cafcato fopra un fol piede. Per efemplo
volendolo fare innanzi, e cominciarlo, e finirlo col pie diritto, equilibrato in prima il
corpo ful pie siniftro col deftro addietro fulla punta, si pieghino alquanto i ginocchi, e
rialzandogli si faccia un leggieriffimo falto col medesimo pie siniftro, mandando il pie
deftro innanzi, e facendogli fare dallato nel medesimo tempo del falto un mezzo cerchio in
aria, acciocche ambedue i piedi cadano nello fteffo punto fulla quinta positura. Dopodiche
si vogliono immediatamente men- ben piegare i ginocchi, e rialzandogli si rifalti, e si ricada
fopra il pie dritto, tenendo il siniftro in aria addietro, ovvero allato al deftro, ed i ginocchi
ben diftesi. 

Vale quefto paffo un tempo, la cui battuta, fenz' altro efemplo, si trova per la fomma agilita,
e fpeditezza de i due primi, ful terzo movimento, cioe ful fecondo piegato, dove fa di-meftieri
fermarfi tanto, quanto bifogni di tempo da poter compiere col diftendimento de' ginocchi,
e col fecondo falto, e cafcata, la mifura di quefto paffo. CA- CAPITOLO XXIII. Del Paffo Unito

IL paffo Unito dall'uno, o dall'altro piede per lo piu fi comincia fopra la terza, quarta, e
quinta pofitura, e d' ordinario fi termina fulla prima, ed alcuna volta fulla terza. E' compofto
di due movimenti, il primo de' quali fi e il piegato, ed il fecondo il rialzato andante faltando
con un piede, e cadendo fopra amenduni. La fua mifura fi trova fulla cafcata del falto, dove
termina il fecondo movimento, ed ove fi fa l'unione di quefto paffo. L'efemplo fia quefto:
volendolo fare dalla quarta pofitura alla prima col pie dritto innanzi al finiftro, s'equilibri
il corpo fopra il pie deftro, ed appreffo fi pieghino i ginocchi, e mentreche fi rialzano, faltifi
col pie dritto, ed il finiftro ni- fi mandi innanzi defcrivendo dallato un mezzo cerchio, e
nella cafcata del falto cadano amenduni nello fteffo punto fulla prima pofitura. 

Ordinariamente alla fine di quefto paffo va congiunto un paffo Staccato, per poter prendere
del feguente paffo la pofitura, purche egli da quella, dove l'Unito paffo finifce, non debba
cominciare, perciocche in tal cafo il paffo Staccato non fervirebbe a nulla. CA- CAPITOLO
XXIV. Del Paffo di Gagliarda 

COminciafi quefto paffo dall'uno, o dall' altro piede fopra la terza, quarta, e quinta pofitura,
e ft termina fulla feconda. E' compofto d' un paffo Unito alla prima pofitura, e d'un'altro
paffo Naturale alla feconda. Perlaqualcofa e fuperfluo di recarne altro efemplo, potendofi
offervare quello, che s' e addotto nel capitolo precedente, a cui e da aggiugnere un folo paffo
Naturale fatto dallato alla feconda pofitura da quel medefimo piede, con cui fara per fare
l'unione del detto paffo. Onde il paffo di Gagliarda viene a contenere tre movimenti, cioe
il piegato, ed il rialzato faltando con un piede, e cadendo fopra amenduni del paffo Uni- Unito,
ed il movimento andante del paffo Naturale. Vale un tempo la cui battuta fi trova ful fecondo
movimento, cioe fulla cafcata del rialzato. E fi defcrive in quefta maniera. CAPITOLO XXV.
Del Paffo Grave 

QUefto paffo, il quale un tempo di Courante era appellato, perciocche ferviva di principal
paffo ad una danza affai raguardevole cosi detta, la quale alle magnifiche fefte di di ballo
delle Corti fovrane dava cominciamento; il fuo primiero nome perdette, e paffo Grave comincioffi
a chiamare; dapoiche il Minuetto nato da baffi natali, cioe tra' contadini d'Angio, Provincia
della Francia, fotto Luigi il Grande, levoffi in tanta fuperbia, che fatto dare il bando alla
detta danza, occupo il luogo di quella, e mandolla del tutto in difufo. 

Cominciafi indifferentemente dall'uno, o dall'altro piede fopra tutte le cinque pofiture,
e fi termina d' ordinario, andandofi innanzi fulla quarta, e dall'uno, o dall'altro lato fulla
feconda, e ritornando dalla feconda pofitura, termina fulla quinta. E'compofto di tre movimenti.
Il primo de' quali fi e il piegato, il fecondo il rialzato, ed il terzo fi e l'andante, con cui
fi fdrucciola colla punta d'un piede foavemente per terra. Vale una mifura,la cui battuta
fi trova ful fecondo movimento, cioe nella fine del rialzato. za- Per efemplo dovendofi col
piedeftro fare il paffo Grave innanzi dalla quarta alla medefima pofitura; equilibrato primieramente
il corpo ful pie finiftro, tenendo addietro il pie deftro fulla punta, fi pieghino i ginocchi,
e nello fteffo tempo fi levi alquanto di terra il pie dritto, il qual venga colla noce a toccare
il tallone del pie finiftro alla terza pofitura: ed appreffo rialzandogli,fi vuol portare
il medefimo pie dritto per aria facendo un poco di giro alla feconda pofitura: ed ultimamente
fi mandi innanzi fdrucciolando colla punta del piede alla quarta pofitura. Se fi voleffe far
quefto paffo innanzi dalla terza alla quarta pofitura, partendo col pie dritto, che fi trova
innanzi al finiftro, fi converrebbe piegare, rialzare, e fdrucciolar camminando a linea
diritta fulla quarta pofitura. Il medefimo e da fare anche dallato. Egli non deve adoperarfi
addietro nel ballo nobile. E volendofi dofi fare in giro, non fi vuol paffare il quarto del circolo.
CAPITOLO XXVI. Del Pafso Bilanciato 

IL paffo Bilanciato in qualunque modo fatto in niuna cofa dal Mezzo tronco e differente. Per
la qual cagione non fo a qual fine abbia d' avere un nome da quello di- diverfo. Immagino non pertanto,
che verifimilmente abbia il nome di Bilanciato, si perche nel far quefto paffo s'adoperano
due Mezzi tronchi, un da un piede, e l'altro dall'altro; e si ancora perciocche nel rialzare
ciafcuno de' Mezzi tronchi, fi viene un poco ad inclinare ful fianco di quel ginocchio, che
fi diftende, fpezialmente quando fi fanno dallato, per ove facendofi, gli fi convience veramente
il nome di Bilanciato, perciocche afsomiglia molto alla figura, e movimento della bilancia;
dove facendofi innanzi, addietro, o in giro,non gli s'appartiene quefto nome, ma fi deono
piu tofto appellare paffi Mezzo tronchi. 

Tutte le pofiture de'piedi, fuorche la feconda, gli pofsono fervire di cominciamento. Per
efemplo volendolo fare dalla prima alla feconda, fi pieghino i ginocchi portandofi il pie
dritto alla feconda pofitura, e quindi rialzato, ed equilibrato F to il corpo fopra lo fteffo
pie dritto, fi levi il finiftro in aria, e fi mandi giu a terra allato al dritto a quattro dita
di diftanza, tenendofi ben diftefi i ginocchi. Dopodiche fi ripieghino i ginocchi portandofi
il pie finiftro alla feconda pofitura, ed appreffo rialzandogli, s'equilibri il corpo fopra
il medefimo pie finiftro, e fi levi il pie dritto in aria. Ed ecco compiuti i due paffi Mezzo tronchi,
l'un dal pie deftro, e l'altro dal finiftro, de' quali ognuno vale un tempo, come nel capitolo
del paffo Mezzo tronco dicemmo. Onde il paffo Bilanciato contiene due mifure, la battuta delle
quali fi trofva ful movimento rialzato dell' uno, e dell' altro paffo Mezzo troncho. 

Il paffo Bilanciato, non gia come altri il prende, cioe fatto per ogni banda, ma rigorofamente
prefo, cioe fatto dallato, donde ha ricevuto un tal nome, ed in quella guifa, ch'e flato qui
fopra defcritto, comeche un tempo po flato foffe in ufo; nulla pero di meno, da che la danza nobile
s'e ridotta a miglior perfezione, e che il buon gusto e arrivato al fommo, e divenuto un di que'
paffi, che fono andati per la fconcia lor veduta in difufo. E fi defcrive nella feguente maniera.
CAPITOLO XXVII. Del Paffo Cadente 

QUefto fi puo dire l'unico paffo, nel quale il corpo dal fuo naturale equilibrio efce fuori.
Puo folamente farfi dallato: e fi comincia F 2 min- con uno de' piedi in aria: e percio nel cominciamento
non ha pofitura, perciocche, come dicemmo, la pofitura vuol amenduni i piedi appoggiati fopra
la terra. Contiene due movimenti, il primo de' quali fi e il piegato cadente giu baffo, ed il
fecondo il rialzato, con cui fi falta fopra un de' piedi. Per efemplo, volendofi far quefto
paffo col pie finiftro dietro al deftro, meffofi il corpo nel quinto equilibrio ful pie dritto,
ed il finiftro tenendofi in aria allato al deftro in diftanza della feconda pofitura; vada
pian piano ufcendo fuori del prefo equilibrio, e fecondoche s'andera egli inclinando dal
lato dritto, cosi il pie finiftro vada cadendo giu colla gamba diftefa, e finalmente caduto
che fara dietro al pie dritto fulla quinta pofitura, fi pieghino fubitamente i ginocchi, e
rialzandogli, fi faccia col pie deftro per innanzi un leggieriffimo Mezzo gittato alla quarta
pofitura, il qua- quale reftituifca il corpo nel fuo naturale equilibrio, e termini quefto
paffo. Il fuo valore fi e d'un tempo, la cui battuta fi trova ful movimento piegato del pie, che
cade giu. E quantunque a prima vifta fembri, che, compiendofi il tempo di quefto paffo ful movimento
piegato, e che dovendofi al Mezzo gittato attribuire un tempo, l'intero paffo Cadente debba
adoperarfi nello fpazio di due tempi; pur non dimeno fe fi confidera, che il movimento piegato
e comune alla cafcata di quefto paffo, ed al Mezzo gittato, a cui, perche gia fi trova confumato
il primo movimento, altro non rimane, che il rialzato; fi comprendera molto bene, che quefto
pafso debba contenere un folo tempo, la cui battuta, come e detto, fi trova ful piegato movimento,
e che il fecondo movimento, cioe il rialzato del Mezzo gittato, deve fervire di ripiempimento
della detta mifura, e di legamento, o paffaggio, F 3 fag- che dir vogliamo, a' paffi, che fieguono
apprefso. CAPITOLO XXVIII. Della Sdrucciolata 

LA Sdrucciolata, la quale puo cominciarfi fulla terza, o fulla quinta pofitura, s'ufa per
lo piu qualora comminar camminar fi voglia a man dritta, o finiftra, e fi puo anche adoperare
con uno, o due quarti di giro. E'compofta di due paffi Tronchi fatti dallato, i quali riempier
dovendo un folo tempo, ne viene in confeguenza, guen- che ciafcun di effi fi debba fare due volte
piu velocemente d'un pafso Tronco, il quale, come dicemmo al fuo luogo, ferba il valore d'una
mifura. E per la medefima ragione, contenendo ogni pafso Tronco tre movimenti, la Sdrucciolata
ne dee contener fei. Per efemplo, volendofi fare la Sdrucciolata a lato finiftro col pie dritto
innanzi al manco fulla terza pofitura; fi pieghino i ginocchi facendo un pafso col pie finiftro
alla feconda pofitura, e nel medefimo punto, che fi rialzano, fi dee fubitamente fdrucciolare
col pie dritto dietro al manco alla terza pofitura. Ed ecco il primo pafso Tronco, ed una meta
della Sdrucciolata. Quindi facciafi un' altro pafso Tronco col pie finiftro, e fi fdruccioli
col dritto avanti al manco fulle medefime pofiture. E quefto fara il fecondo pafso Tronco,
e l'altra meta della Sdrucciolata. La battuta del fuo tempo fi trova ful movimento rialzato
del primo F 4 Tron- Tronco, ed il rimanente del pafso ferve di riempimento di tempo per finattantoche
arrivi la battuta del pafso, che fiegue apprefso. CAPITOLO XXIX. Del Paffo Staccato 

TUtte le volte, che i piedi si trovano fopra alcuna positura, da cui non puo cominciare il pafso,
che siegue apprefso, e da ricorrere all' ajuto del pafso Staccato, cosi detto, perciocche
ftacca, o slontana un piede dalla pofitura, ove fi trova, e lo conduce fopra un altra: e per lo
fuo mezzo lafciato un de' piedi a terra, coll'altro fi va a trovare la pofitura di quel cotal
paffo, che fi ha a fare. Per efemplo, ritrovandofi i piedi fulla prima, o terza pofitura, e volendofi
fare un Contrattempo dall' un de' lati, il quale, come e detto, non fi puo incominciare, che
dalla feconda pofitura; in tal cafo dovra ricorrerfi a quefto paffo Staccato, con cui fi fpicca,
e fi allontana un piede dalla pofitura, ove fi trova, e fi gitta fulla feconda per poter cominciare
il Contrattempo. Perlaqualcofa quefto paffo, a cui non fi attribuifce alcuna mifura, od altra
cofa, che a paffi competa, ferve di folo paffaggio d'una pofitura in un' altra. CA- CAPITOLO
XXX. Del Giro della Gamba, del Battimento del Piede, e de' Movimenti del Ginochio da' Franzefi
detti Balonne. 

IL Giro della gamba, il quale in altro non confifte, che in un mezzo cerchio, che effa da qualunque
pofitura partendo, defcrive in aria, o fi fa unito ad alcun paffo, per efemplo ad un Tronco,
nel quale dopo d'efferfi inalberato il corpo fopra un fol piede, coll' altro fi fa un mezzo cerchio,
ove termina il detto paffo: ed in tal cafo il Giro di gamba ferve di legamento, o per meglio dire,
per legiadro riempimento di mifura, ed in alcuna cofa dal paffo Semplice a mezzo cerchio non
differifce. Ovvero ve- s'adopera tutto folo, e feparatamente da ogn' altro paffo: ed in quefto
cafo non ferve gia di riempimento di tempo, ma si vale una mifura, ed in quefto cafo deefi foftener
tanto in aria, infinoche l'empia, e la corra tutta. 

Il Battimento del piede, e quel movimento, che fi fa in aria da un piede avente la fua gamba diftefa,
od alquanto piegata, col quale movimento viene ad incrocicchiarfi dietro al tallone, e fopra
il collo dell' altro, che fi trova a terra appoggiato: ed appreffo dopo aver fatti i detti movimenti,
o rimanfi in aria, ovvero s'appoggia fopra una delle cinque pofiture. Il piede fi puo battere
una, o al piu due volte, il qual numero non fi vuol paffare nel ballo nobile. Serve folamente
di riempimento della mifura d'un paffo, e di legamento ad un altro. Per efemplo, volendofi
fare per addietro un paffo Tronco terminato co'battimenti del piede;il pie, che ter- terminar
deve il detto paffo, lafciata la quarta pofitura, venga ad incrocicchiarfi in aria fopra il
collo del piede, fopra cui fi trova inalberato, ed equilibrato il corpo, ed appreffo paffi
a fare il medefimo dietro al tallone di quello, leggiermente toccandolo colla noce, e quindi
vadafi ad appoggiare fopra la debita pofitura, donde debbono i fuffeguenti paffi partire,
e dove termina il paffo Tronco fopra, e fotto battuto. 

I due movimenti fatti da un ginocchio in aria, i quali i Franzefi appellano Balonne , in quella
mede. fima maniera, che il paffo Staccato ferve folo di paffaggio d' una pofitura in un' altra,
fervono di femplice paffaggio d'uno in un' altro paffo: e percio non s'attribuifce loro alcuna
mifura, od altra cofa, che fpetti a'paffi. Per efemplo, volendo paffare dal Mezzo contrattempo
a due movimenti al paffo Gittato; finito il Mezzo contrattempo coll' uno, o cull' altro pied-
piede, la gamba, la quale rimane in aria, fi pieghi per lo ginocchio, e nuovamente diftefala
fi mandi giu alla pofitura del paffo Gittato. CAPITOLO XXXI. Del Movimento delle Braccia 

DEttofi diftefamente, e con quella chiarezza, che m'e ftata poffibilebile bile di tutti i
paffi del ballo nobile, I'ordine, che infin dal principio di quefto trattato prendemmo, del
movimento delle braccia nel prefente luogo mi ftrigne a dire. Il quale, fecondoche io eftimo,
non e gia parte del ballo men neceffaria dell' altre. E percio convenevole cofa e, che adoperatofi
fopra di quella ogni ftudio, fe ne dia una compiuta dimoftrazione. 

In due modi adunque molto tra loro diverfi muovonfi le braccia nel ballo nobile, le quali pero
vengono in due differenti maniere dinominate, perocche o braccia ritonde fi dicono, ovvero
braccia di oppofizione. 

Per muoverle in quel modo, donde vengono dette braccia ritonde, e di bifogno prima d'ogn' altra
cofa aprirle, e diftenderle fopra i lati loro, tra' gomiti, ed i fianchi un palmo di diftanza
ferbando, ed un poco piu d'un palmo tra i fianchi, e le mani. Le quali fi deono tenerere re colle
palme rivolte al mezzo di ciafcun lato non del tutto ferrando le dita, ne del tutto aprendole,
che invero cofa non molto leggiadra farebbe: ma si nel mezzo di quefti due modi. Quindi fi vogliono
piegare i gomiti portando ciafcheduna mano davanti alla prefenza del corpo in modo, che il
concavo d'effe fi trovi dirimpetto al mezzo d'ognuna delle tafche della giubba in diftanza
di cinque, o fei dita: e che le braccia per lo piegamento de' lor gomiti facciano un poco di circolo,
ed apparifcano ritonde dalle giunture delle fpalle fino all' eftremita delle mani. Ed appreffo
fi deono foavemente far ritornare nel primiero lor fito, ferbando nel muoverle le fuddette
determinate diftanze, e terminando il loro movimento con un leggieriffimo giro d'amenduni
i polfi. Per bene imparare il movimento delle braccia ritonde e di bifogno efercitarfi del
continuo a muoverle nella di- divifata maniera, e fecondo le moftrate diftanze, fopra i paffi
Tronchi finiti collo fdrucciolamento del piede, o col mezzo cerchio, od a due tempi per innanzi,
ovvero fopra i Contrattempi fatti dallato, o in giro, e fopra altri paffi. Le braccia ritonde
contengono due movimenti, de'quail primo s'adopera dalle braccia, qualora ritrovandofi
nel primo lor fito, cioe fopra i lati loro, piegati i gomiti fi conducono fino al mezzo delle
tafche, ove termina quefto primo movimento: ed il fecondo, quando ritrovandofi le braccia,
come e detto, ful mezzo delle tafche, ritornano nel loro primiero fito fu i lati. Il movimento
delle braccia ritonde ha il valore d'un tempo, la cui battuta fi trova nella fine d'ogni primo
movimento, cioe a punto nell' arrivare delle mani ful mezzo delle tafche: ed il fecondo movimento
ferve di riempimento della detta mifura, e di paffaggio, o legamento a'movimenti delle le
braccia, che fieguono appreffo. 

Il movimento delle braccia d'oppofizione s' adoperi in queft' altro modc. Si trovino primieramene
le braccia nel primo fito gia moftrato nell' efemplo delle ritonde, ed appreffo alzandofi
un braccio, fi porti innanzi nel medefimo tempo, che l'altro abbaffandofi fi dee aprire ful
lato. Se fi vuol dunque mandare innanzi il finiftro, ed aprire il deftro dallato, conviene,
piegando bene al di dentro il gomito del primo, portare il braccio innanzi, facendo un poco
di giro, ed avvicinare la mano verfo al mezzo del ventre in diftanza di quattro, o di cinque dita
in modo, che tutto il fuo concavo fia rivolto verfo la terra, e fuccedevolmente fi faccia di
giu in su un foave giro di polfo. E nel medefimo tempo, che il braccio finiftro comincera il fuo
movimento, il deftro, il quale, come e detto, dee anche trovarfi ful primo fito delle braccia
ritonde, G ton- s' allontani lateralmente dal fuo fianco colla palma della mano un poco addietro
riguardante, ed appreffo fi faccia foavemente un giro di polfo per innanzi nel medefimo tempo,
che la man finiftra lo fa, come e detto, di giu in su. E quivi termina il movimento delle braccia
d'oppofizione. Or che fi trovano le braccia in un altro fito dal primo diverfo, fe fi voleffero
muovere col medefimo movimento, converrebbe col braccio deftro far tutto quello, che finora
col finiftro s'e adoperato, e col finiftro fi vorrebbe fare il contrario, ritornando di su
in giu colla mano in dentro fopra il fuo lato, e terminando col giro di polfo per innanzi. Ed in
quefta divifata maniera fi poffono far tanti di quefti movimenti, quanti mai fe ne vogliono.
Adoperafi cotal movimento ful paffo Grave, ful Fioretto, ful paffo Mezzo tronco, e fopra altri
paffi, dove fi conviene, per impararlo, efercitare. re. Ed i quali, fe fi cominciano partendo
col pie dritto, il finiftro braccio deve andare innanzi in su, ed il dritto dallato in giu: ed
all' incontro, fe fi cominciano partendo col pie finiftro, e di bifogno, che vada innanzi in
su il braccio dritto, e che per lo finiftro fi faccia il contrario. E percio quefto movimento
e detto d'oppofizione. Le braccia d'oppofizione contengono parimente due movimenti: il
primo de' quali viene adoperato nel tempo, che un braccio dal fuo primo fito giugne verfo al
mezzo del ventre, e che l'altro s'allontana dal fuo lato: ed il fecondo movimento confifte
ne' giri di polfo fatti da amendune le mani nel modo di fopra defcritto. Il movimento delle braccia
d'oppofizione vale eziandio un tempo, la cui battuta fi ritrova fulla fine del primo movimento,
ed il fecondo ferve di riempimento dell' intera fua mifura, e di legamento ai movimenti di G
2 brac- braccia, che fieguono appreffo. 

Ed ultimamente fi vuole avvertire, che la medefima mifura di tempo, la qual regola i movimenti
de' piedi, regolar dee quelli delle braccia. Perlaqualcofa la battuta e loro commune, e tutto
l'avvedimento confifte nel faper congiugnere i movimenti di quelli, e di quefte in un medefimo
iftante. CAPITOLO XXXII. Della Riverenza 

COminciafi la Riverenza nel ballo nobile fulla prima, ovvero fulla terza pofitura, ed avvegnache
qui fi dividano i Maeftri di ballo, e da alcuni quefta, da alcuni altri quella fia commendata,
ed ufata; pur nondimeno, per quanto io v'ho potuto fu riflettere, e confiderare, le ho trovate
egualmente laudevoli, pofto che colui, che fa la Riverenza, fi fappia fopra di quelle pofiture
graziofamente, e con ogni leggiadria mantenere. 

Or volendo il Cavaliere cominciar la fua Riverenza dall' una, o dall' altra di quefte due pofiture,
poiche egli avra fcorto, che la Dama fi trova in iftato di far la fua, ftacchi foavemente il pie
deftro, e mandilo fulla feconda pofitura. E quindi equilibrato il corpo fopra quefto medefimo
piede, faccia nell' ifteffo tempo due cofe. L'una fi e, ch'egli dee alzar di terra il tallone
del pie finiftro, colla cui punta, piegando a poco a poco il ginocchio, fdruccioli foavemente
per terra dietro al pie dritto alla terza pofitura, ferbando quattro, o cinque dita di diftanza
tra la noce del finiftro, ed if tallone del deftro piede: e l'altra fi e, che nel tempo dell' alzata
del tallone del pie finiftro, egli deve alzare il finiftro braccio, diftendendolo G 3 dal fuo
lato all' altezza della fpalla, e nello fteffo punto, che egli comincera a fdrucciolare col
pie finiftro, porti, piegando il gomito, la mano al cappello in modo, che tutto il braccio venga
a formare un mezzo cerchio, ed appreffo, fenza punto chinar la tefta, fe 'l tolga via: ed aprendo
poi, o diftendendo il braccio, lo lafci cader giu dalla banda del fuo lato, tenendo il di fopra
del cappello rivolto innanzi. Si vuole oltre a quefto ben a vvertire, che nel medefimo iftante,
ch' e' comincera a fdrucciolare col pie finiftro, convien, che a poco cominci leggiadramente
a piegare il corpo fulla cintura dalla parte dinanzi a proporzione, che il pie finiftro andera
fdrucciolando, acciocche, finito, che avra di fdrucciolare, e nel tempo che tutto il piede
fi trovera appoggiato fulla terza pofitura, fi ftia da lui facendo la parte piu baffa del fuo
piegamento: ful quale deefi egli alquanto quan- fermare, tenendo il ginocchio deftro ben
diftefo, ed il finiftro alquanto piegato in maniera, che quefti fi trovin congiunti, e la fronte
dell' uno non ifporga piu in fuori della fronte dell' altro. Il che adempiuto, raddrizzi egli
il fuo corpo, e lo riponga nel fuo naturale equilibrio: ed in ciograve; termina la prima Riverenza,
ch'egli far dee agli fpettatori del Ballo. Quindi faccia un paffo Naturale col pie dritto alla
quarta pofitura, ed un'altro col finiftro alla feconda, girando un quarto di giro al di dentro
per la man manca: e nel medefimo modo, che fdrucciolograve; col pie finiftro, fdruccioli ora
col dritto dietro al manco alla terza pofitura, ferbando tra l'uno, e l'altro piede la diftanza
detta di fopra, ed appreffo faccia un' altro piegamento, e raddirizzato ch' e' fi fara, avra
terminata la feconda Riverenza fatta alla Dama, colla quale egli balla. 

Nel modo detto di fopra fi riponga G 4 ga anche la Dama fulla prima, o fulla terza pofitura, tenendo
le braccia diftefe giu per lo mezzo di ciafcun lato. E quindi ftacchi il pie finiftro, e lo conduca
alla feconda pofitura, ed appreffo fdruccioli col pie dritto dietro al finiftro alla terza
pofitura, od alquanto meno, quando le riufciffe di maggior comodo. E cio adoperato, faccia
la fua Riverenza, piegando egualmente, e foavemente i ginocchi in fuori, e facendo ciafcun
d' effi alquanto andar dal fuo lato: e quella terminata s'alzi, e fi riponga nel fuo naturale
equilibrio, dove finifce la di lei Riverenza fatta agli afpettanti del ballo. Faccia ella
appreffo col pie finiftro un paffo Naturale alla quarta pofitura, e poi ne faccia un'altro
col pie dritto alla feconda, girando un quarto di giro al di dentro per la deftra, acciocche
venga a porfi dinanzi al Cavaliere col quale balla: e fdrucciolato, che avra col pie finiftro
ftro dietro al deftro alla terza pofitura, od alquanto meno, come e detto, gli faccia quella
medefima Riverenza, che si e di fopra defcritta. E qui termina la Riverenza fatta al Cavaliere,
col quale balla. CAPITOLO XXXIII. Della Figura 

SEcondo l' ordine prefo nel principio di quefto trattato, feguita ora a dire dell'ultima parte
principale del ballo nobile, che e la Figura, della quale convien, che fi dica diftintamente,
e con quella chiarezza, che fia poffibile. La Figura adunque nella danza altra cofa non e, che
il cammino, che descrive colui, che balla, ful quale convien, che con arte descriva quei paffi,
che fi convengono. Or quefta Figura, ovvero quefto commino fatto con arte fi puo fopra quattro
linee ben dif- differenti adoperare. Le quali fono la retta, la diametrale, l'obliqua, e la
circolare. 

La linea retta fi e quella, che cominciando dal principio d' una fala va direttamente, e fenza
piegare dall' uno, o dall' altro lato a terminare al fuo fondo in modo, che fia parallela al muro
deftro, e finiftro di quella. Sopra la qual linea non folamente fi puo camminare andando innanzi,
ma anche addietro. 

La diametrale e quella, che trafverfalmente da un lato della fala va verfo l'altro, e la quale
alle due altre mura e parallela, cioe a quello, che oi fta dinanzi alla prefenza del corpo, ed
a quell'altro, che fi ritrova dietro le fpalle. 

La linea obliqua fi e quella, che cominciando da un'angolo della fala va a terminare all'angolo
oppofto della medefima. 

E la circolare e quella, che fi figura in una ftanza, o fala, cosi ritonda, ton- che da un punto,
che fi trova nel fuo mezzo fino a qualunque parte di effa, vi ha un' eguale diftanza. Ne folamente
fi deono appellare linea retta, diametrale, obliqua, e circolare, le qui fopra recate, ma
eziandio tutte le lor parallele. 

Dalle dette linee femplici, e dalla loro combinazione dirivano, e fi compongono tutte le figure
del ballo, le quali fono di numero infinite: e nel vero fecondoche il corpo muta il fuo fito ballando
( il che tratto tratto nel ballo interviene ) le predette linee cambiano parimente il lor fito.

Or dagli andamenti, o cammini di color, che ballano fopra le dette linee femplici, o compofte,
vengono prodotte due fpezie di Figure, le quali Regolari, ed Irregolari fon volgarmente appellate.

La Figura Regolare fi fa, qualora due ballatori formano i paffi fopra pra le defcritte linee
a pie contrario, cioe un cominciando i paffi col pie dritto, l'atro col finiftro, l'un camminando
a man dritta, l'altro a man manca, l'un girando per la dritta, l'altro per la finiftra: in fomma
un facendo il contrario dell'altro. 

La Figura Irregolare all' incontro s'adopera, qualora due ballatori danzano fopra le dette
linee col medefimo piede, cioe un cominciando i paffi col pie dritto, e l'altro anche col dritto,
l'un camminando a man manca, e l'altro a man manca, l'un girando per la deftra, e l'altro parimente
per la deftra, ed ultimamente facendo amenduni, o fopra l'ifteffa, o fopra diverfe figure,
col medefimo piede gl'ifteffi paffi. 

Tutta la bellezza, e leggiadria delle Figure del ballo confifte in fapere unire, ed accordare
bene le Regolari colle Irregolari in modo, che diano meraviglia infieme, e diletto alla vifta
degli afpettanti. CA- CAPITOLO XXXIV. Avvertimenti generali a coloro, che vogliono perfettamente
imprendere il Ballo Nobile. 

TUtte le fcienze, e le arti, e generalmente le cofe tutte, che fi poffono dall'umana mente fapere,
imparar fi poffono dagli Uomini in due modi ben differenti. Primieramente per via di regole
generali, ed invariabili, per le quali s'acquifta il vero, e diritto faper delle cofe, e per
le quali agevolmente s'intendono, e fi adoperano tutte le partico larita, che fotto le dette
regole fon contenute. Ed in fecondo luogo per via d'efempli, e col voler fapere le particolarita
delle cofe: il qual modo e invero affai difettofo, to- e mancante. Quindi accade, ch' effendo
le regole di novero pochiffime, ma che nello fteffo tempo iftruifcono, e rendono chiara la
mente, ed aperta a comprendere, e porre in atto tutte le cofe infinite fotto di effe raccolte,
ed inchiufe; coloro, che fanno per la loro via, fi poffono dire, che fappiano compiutamente,
e da maeftri, e che in un tratto poffono tutti gl' innumerabili efempli in effe comprefi conofcere,
ed operare. Ove per contrario coloro, che fanno le cofe per via d' efempli, fi puo dir, che non
fanno nulla, perciocche effendo gli efempli di novero infiniti, e variando effi per ogni piccola
circuftanza, non poffono gia nell' angufta comprenfion della mente dell' Uomo capire, e contenerfi.
Ed avvegnache paja, che il faper per via d'efempli fia molto piu agevole dello intender per
via di regole, perche veramente e affai piu difficile d'imprendere dere le regole della mufica,
che il mandarfi in memoria, udendola piu volte, un' aria nel Teatro ( il qual efemplo ferva per
tutti gli altri, che di ogni fcienza, e di ogni arte fi poffono in mezzo produrre ) tuttavia pero
fe fi riguarda a due fole cofe, cioe al novero degli efempli, il quale effendo infinito, non
fi puo dire veramente, che s'imprendan tofto, ma deefi affermare, che non fipotra mai finir
d'apparargli, perche invero contuttoche alcun viveffe piu fecoli, e che di giorno in giorno
fi mendaffe in memoria nuove arie, e cantate di mufica, pur ne gli refterebbero infinite altre
da imparare, per le quali fapere vi vorrebbe una vita, che mai non finiffe, ed in fecondo luogo
fe fi pone mente a'difetti, ed errori, dove offendono coftoro, li quali, non avendo per le mani
i principj, e le regole di quella cotal arte, i cui efempli fi mandano in memoria, del continuo
cor- corrono in fallo, fenza che nemmeno fe ne poffano accorgere, ed avvertire; fi dovra fermamente
dire, che non v'ha, ne vi puo avere pio ficura, e piu corta via da poter le cofe fapere, che, lafciati
da banda gli efempli, i quali fono proprj per gl'infingardi, ed ignoranti, s'imprendano le
regole, i principj, ed i precetti generali delle Scienzie, e delle Arti, colli quali in un tratto
s'intendono, e fi pongono in opera tutti gli efempli, che fotto di lor vengono contenuti. E
nel vero e molto meglio fapere le regole della Mufica, fenza tenere a mente una fola Cantata,
che faper mille Cantate, fenza aver le regole della Mufica, perciocche chi fapra la Mufica,
fara abile a cantarne, non mille, o dumilia, ma si bene infinite, e tutte quelle, che gli fi prefenteranno
davanti a cantare. 

Or quanto finora s'e detto nel prefente capitolo fi puo di leggieri ap- applicare, e rivolgere
al Ballo, ed a coloro, che fono vaghi di perfettamente impararlo. I quali deono porre tutto
il loro ftudio alle regole, ed a' precetti generali di cotal arte, per li quali fi quo ballare
ogni prefente, e futura danza; e per contrario deono fchifare, e fuggire il fapere per la fola
via degli efempli, cioe il voler imparare il ballo, non gia cominciando dalle fue regole, ma
volendo quefta, o quell' altra danza adoperare, e porre in atto, per far fembianti d'effere
ftati in un tratto abili a fapere molto in pochiffimo tempo. E da cio poi ne nafce, che vi faranno
di quelli, i quali fi crederanno faper ballare molte danze, ed in verita non fapranno fare un
fol paffo; ladove fe il tempo fpefo ad imprendere quelle danze imperfettamente, l'aveffer
voluto impie gare alle regole di fopra dimoftre, non folamente farebbono ftati abili a poter
ballare affai piu danze, e piu regolatamente di quelle, che H non fanno; ma eziandio non avrebbono
male fpefo il loro tempo, e non farebbono certamente rimafi fuor d'ogni loro credenza ingannati.

Coloro adunque, che vogliono far tutto il profitto nel ballo nobile, aprano gli occhi dell'
intelletto, e non fi lafcino trafportare, anzi fi ridano di quegli altri, li quali fenza faper
nulla, s'affrettano ad imparare un mefcuglio di danze, di capriole, e di paffi difficili,
e credendo di fargli ottimamente, non fanno altro, che ftrapazzarfi inutilmente le gambe,
e tutto il corpo, ed i quali quanto piu s'affrettano, tanto piu vanno errati: fimili a coloro,
i quali ritrovandofi in una ben folta, ed intralciata forefta, fmarrito il dritto fentiero,
quanto piu corrono, ed affrettano il cammino per quella, tanto piu s'allontanano dalla diritta
via. Ma lafciato da banda il capriccio di coftoro, feguano la feguente regola: pongano ogni
ftudio, dio, ed ogni follicitudine ad imprendere i paffi di fopra fpiegati, e fopra tutto badino
a' lor movimenmenti, e mifura di tempo: perciocciocche quantunque i paffi fi poffano fare
fopra diverfe pofiture di piedi, e fopra diverfe figure; tuttavia pero confervano conftantemente
i medefimi movimenti, e valore. E poiche fapranno far bene i detti paffi, e di bifogno, che imparino
a legargli, ed incatenargli affieme in varie guife, e maniere, or unendone due, or tre, or quattro,
ed or cinque, e da mano in mano via piucrefcendo nel numero, ballandogli poco a poco fopra diverfe
figure, e fopra arie loro convenienti del tempo binario, e ternario. Ed allorche faran pervenuti
alla conofcenza di faper unire, e legare affieme molti de' detti paffi, ravvifandone le debite
pofiture, gl' equilibrg, i movimenti, ed il valor della mifura, potranno liberamente inoltrarfi
ad imprendere H 2 re qualunque danza, che fi e trovata finora, e che fi trovera, ed inventera
in appreffo. 

Quefta fi e adunque l'unica regola, che fi vuole feguire, e quefta veggiamo, che fieguono i
valenti Maeftri di ballo, i quali non fanno gia quefta, o quella danza, ma si bene le regole da
farle tutte, e le gia trovate, e che mai fi poffano dall' umano ingegno inventare. E veggiamo
tutto giorno intervenire, che venute di fuori dehe danze novellamente compofte, per difficili,
che fi vogliano immaginare, non avendo effe altra cofa di nuovo, che le figure, le quali per
fe fteffe fon faciliffime; da coloro, che hanno le dette regole per le mani, in brieve ora efattamente
fi ballano, perciocche non hanno a far altro, che porre in opera fopra le dette danze l' ifteffe
cofe, che fanno. TRAT- TRATTATO DEL MINUETTO. CAPITOLO I. Del Minuetto, e delle parti, che
lo compongono. 

QUantunque potrei qui francamente afferrnare, che avendo io fpofte le fette parti principali
del ballo nobile, le quali infin dal cominciamento di queft' opera promifi di render H 3 chia-
chiare, mi fia dalla prefa fatica diliberato, e che oramai fia tempo di dare alla penna, ed alla
mano ripofo; pur nondimeno, il prender nuova lena, ed il fare un' altro Trattato apparte ful
Minuetto, mi fembra per le ragioni, che feguiranno, si neceffario, che fe il primo Trattato,
di cui mi fono efpedito, da quefto fecondo feguitato non fuffe, convenevolmente affai difettofo,
e mancante potrebbefi riputare. 

Io mi fono del tutto perfuafo, che chiunque fapra le pofiture de' piedi, gl' equilibri, ed i
movimenti del corpo, e chi nel mifurato tempo dell' armonia fapra formare, ed incatenare affieme
i paffi di fopra dimoftri, e muovere le braccia cosi ritonde, che d'oppofizione, ed ultimamente
chi avra l'intelligenza delle figure regolari, ed irregolari prodotte dalle quattro linee,
cioe dalla retta, dalla diametrale, dall' obliqua, e dalla circolare; fara non fo- folamente
abile a ballare ogni danza, ma eziandio ad inventarne, e comporne da fe medefimo delle altre:
per la qual cagione io non fono in obbligo di trattare delle danze in particolare. Ma d'altra
parte confiderando, che il Minuetto forto da baffi natali, cioe tr' Contadini d'Angio, Provincia
della Francia, i quali fen' alcuno artifizio, e quafi naturalmente lo ballano, e ridotto poi
in miglior ordine, e vaghezza fotto Luiggi il Grande, abbia incontrato una tale felice forte,
che da vile, umile, e baffo, ch' egli era, per tratto di tempo e divenuto cosi pompofo, che fattofi
del tutto dimentico della fua infima condizione, oiggidi ritiene, ed occupa il principal
luogo tra la danza nobile: fenzache ha fort ito un' altro maggior privilegio, il qual fi e, che
non fi comincia ad imparare la danza nobile: fe non da quello, e pero fi potrebbe appellare l'introduzione,
o la porta della danza; ed oltraccio H 4 trac- non fi do cominciamento, fe non da effo alle grandi,
e folenni fefte di ballo: percio ho dovuto onorarlo ancor io, e contradiftinguerlo tra tutte
l'altre danze, col far fopra di effo uno fpezial Trattato, affine di renderlo, il piu che fia
poffibile, chiaro, ed aperto, e per moftrare altrui il modo, e la maniera, che fi convien tenere,
per faperlo nobilmente, e leggiadramente ballare. 

E per ordinatamente procedere alla dichiarazione del Minuetto, diremo intorno di effo cinque
cofe. Primieramente del Paffo del Minuetto, delle fue principali mutazioni, e del modo prefente
di porlo in opera, cosi fulla linea obliqua, e circolare, che a man deftra, e finiftra. Secondariamente
diremo del Movimento delle braccia del Minuetto. Nel terzo luogo della Cadenza del Minuetto:
non gia ch'ella fia diverfa da uno de' tempi defcritti di fopra nel capitolo della Cadenza,
ma si, si, perciocche la Cadenza del Minuetto fi batte per comodita di coloro, che lo ballano,
in un altro modo ben differente dell' altre danze. Nel quarto luogo fi dira della Figura del
Minuetto. E nel quinto, ed ultimo luogo diremo d'alcuni altri paffi, ornamenti, o abbellimenti,
che dir vogliamo, i quali poffon rendere piu vago, e leggiadro il Minuetto. Dove fara terminato
il fuo Trattato. CAPITOLO II. Del Paffo del Minuetto 

IL Minuetto fi e l'unica danza compofta d'un folo paffo rinnovato fopra la fteffa figura: il
quale, o s'adoperi dalla Dama, o dal Cavaliere, fi comincia fempre col pie dritto, ove tutti
gli altri paffi del ballo nobile indifferentemente coll'uno, no, o coll' altro piede fi poffono
cominciare. 

Il paffo del Minuetto e ftato fempre n' tempi andati, ed anche di prefente compofto di quattro
paffi: ed avvegnache da tempo in tempo avute abbia intorno a' fuoi movimenti diverfe mutazioni,
tutta via io non intendo ridirle qui tutte; ma ne rechero tre fole, le quali, fecondoche eftimo,
fono le principali. 

Primieramente fu in ufo il paffo di Minuetto in franzefe detto a la Boemienne , che in tofcano
farebbe lo fteffo che dire alla Zingarefca, perciocche quefta parola franzefe Boemien , nel
tofcano idioma equivale alla voce Zingaro. Duro per lungo fpazio di tempo: ed era compofto
d'un paffo Mezzo tronco fatto col pie deftro, d'un paffo Sdrucciolo adoperato col pie finiftro,
d'un altro paffo Naturale del pie deftro, ed ultimamente d'un altro paffo Gittato to del pie
finiftro, ove terminava l'intero paffo di Minuetto, detto a la Boemienne . 

Succede poi in fecondo luogo il paffo di Minuetto a Fioretto, il quale, perocche era men bello
del precedente, duro per affai poco tempo. Era compofto d' un Mezzo tronco del pie deftro, e
d'un Fioretto fatto col pie finiftro. 

Andati i defcritti due paffi in difufo, venne nel terzo, ed ultimo luogo il paffo di Minuetto,
che oggidi s'ufa, il quale senz' alcuna contraddizione e affai piu bello, e gentile degli altri
due; e fono per affermare, che difficilmente i pofteri ne faran per trovare un'altro piu nobile,
e ben fatto di effo. Il qual paffo, perciocche fi fa in tre differenti maniere, cioe diverfamente
adoperandofi fulla linea obliqua per innanzi, e circolare, fecondariamente andando a man
dritta, e nel terzo luogo ritornando fulla finiftra; convenevole co- cofa e, che partitamente,
di lor trattando, fi faccia parola. 

Il paffo adunque di Minuetto full'obliqua per la banda dinanzi, e fulla linea circolare adoperifi
in quefto modo: facciafi primieramente un Mezzo tronco col pie dritto a poco meno della quarta
pofitura, venendo la gamba finiftra per aria a diftenderfi allato la deftra in diftanza della
meta della feconda pofitura; ove fattofi, col tenerfi baffa la punta del piede, e quafi toccante
la terra, un iftantaneo fermamento, ripiegato alquanto il ginocchio deftro, paffi nel medefimo
tempo il pie finiftro innanzi, facendo un leggieriffimo paffo Sdrucciolo ad un poco piu della
quarta pofitura; quindi fi faccia col pie dritto un paffo Naturale a poco men della quarta pofitura;
ed ultimamente un Mezzo gittato col pie finiftro anche a poco meno della quarta pofitura, il
quale fi dee si leggiermente fare, che quafi divenga ga impercettibile, perciocche quanto
piu fara adoperato foavente, tanto piu fara per riufcire gradevole alla vifta de' riguardanti.

Il paffo di Minuetto, con cui fi va a lato dritto, e da adoperarfi in queft' altro modo: facciafi
primieramente un Mezzo tronco dallato col pie dritto alla feconda pofitura, il quale, poiche
fi fara rialzato, portifi il pie finiftro colla punta bafaa allato al deftro, e fi tengano ben
diftefi i ginocchi, e quindi ripiegatigli, fi faccia col pie finiftro un paffo Sdrucciolo
dietro al deftro alla terza pofitura: ed appreffo rialzatigli, fi facciano due paffi Semplici,
il primo de' quali col pie dritto alla feconda pofitura, ed il fecondo col pie finiftro dietro
al deftro alla terza pofitura. 

Il paffo di Minuetto, con cui fi ritorna ful lato finiftro, fi pone in opera in queft' altra maniera:
facciafi in prima un Mezzo tronco col pie deftro per innanzi al finiftro dalla ter- terza alla
quinta pofitura, ovvero col pie deftro dietro al finiftro dalla terza alla terza pofitura,
o finalmente nel luogo del Mezzo tronco fi foftituifca un paffo Piegato, e Rialzato fulla terza
pofitura: in fecondo luogo fi faccia col pie finiftro avente la gamba diftefa, e la punta baffa,
e piegando infenfibilmente il dritto ginocchio, un paffo ad un poco piu della feconda pofitura:
fucceda poi a quefto un paffo Semplice del pie deftro dietro al manco alla terza pofitura: e
nel quarto luogo s' adoperi col pie finiftro un leggieriffimo Mezzo gittato alla feconda pofitura.

Ciafcun di quefti tre dichiarati paffi di Minuetto e compofto di fei movimenti, il primo de'
quali fi e il piegato d'amenduni i ginocchi, camminando col pie deftro, il fecondo il rilazato
fopra lo fteffo piede, ful quale fi trova la battuta dell' aria del Minuetto, come appreffo
nel capitolo pi- della fua Cadenza dimoftreremo, il terzo movimento fr e il piegato del dritto
ginocchio, sdrucciolando col pie finiftro, il quarto il rialzato ful medefimo pie finiftro,
il quinto fi e un movimento andante fatto con nn paffo Naturale dal pie dritto, ed il fefto, ed
ultimo e un altro movimento andante fatto dal pie finiftro in un Mezzo gittato. Il quale, avvegnacche,
come di fopra dicemmo, contenga due movimenti, cioe il piegato, e l'andante col falto, pur
nondimeno per la fomma leggierezza, con cui fi dee adoperare, rendendofi il piegamento, ed
il falto impercettibile, non gli rimane altro movimento vifibile, che l'andante, e per la
medefima ragione non gli fi dee, che un folo movimento, attribuire. 

La piu bella, e leggiadra maniera da far quefto paffo, e di rialzare il fecondo movimento del
Mezzo tronco fulla punta del pie dritto, alzando do alquanto il tallone di terra, e nel ripiegare
del dritto ginocchio, appoggiare leggiermente il tallone fulla terra: camminare appreffo
il fecondo, ed il terzo paffo fopra la punta del piede: ed il quarto paffo, il quale come e detto
e un Mezzo gittato e da farfi leggiermente cader fulla punta; e ripiegando incontanente dopo
l'ultimo de' quattro paffi, che formano quello del Minuetto, il ginocchio dritto, convien
leggiermente appoggiare a terra il tallone del pie finiftro, ed appreffo adoperare gli altri
paffi di Minuetto, che far fi convengono. Ma perciocche vi fono alcuni, i quali per la loro naturale
difpofizione, e perche hanno troppo alto il collo del piede, fe non con eftrema difficolta
non poffono rialzar fulla punta; ed alcuni altri per contrario, i quali, perche hanno il collo
del piede affai baffo, ed i ginocchi troppo robufti, e quafi infleffibili, appoggiar non non
poffono il tallone fopra la terra; percio fon da avvertire i primi a rialzare leggieriffimamente,
ed in modo, che i talloni non facciano alcun romore, ed i fecondi, ad appoggiare tutta la pianta
del pie fulla terra, acciocche cosi facendo, vengano un poco ad alzar di terra il tallone. Senzache
a quefti naturali difetti dee rimediare, e fupplire l'abilita del Maeftro di ballo, il quale
ha obbligo fpezialiffimo di ammendare,e coprire, il meglio, che fi poffa, le mancanze della
natura coll' arte, adattando agli Scolari que' paffi, e quelle diftanze di pofiture de' piedi,
che le loro difpofizioni, o naturali coftituzioni, patifcono, acciocche poffano, in niuna
cofa cedendo agli altri, a' quali la natura e ftata liberale de' doni fuoi, ottimamente ballare.
I CA- CAPITOLO III. Del Movimento delle Braccia del Minuetto. 

IN quella fteffa guifa, che da tempo in tempo s'andaron mutando i movimenti del paffo del Minuetto,
fi fono ancora in tre differenti maniere cambiati i movimenti delle fue braccia. 

Primieramente, tenendofi alte, fi muovevano in due tempi, in un de'quali fi piegavano per
lo gomito, e nell' altro fi diftendevano. 

Secondariamente, tenendofi le braccia alquanto piu baffe, fi faceva quefto movimento in
tre tempi: nel primo de' quali fi baffavano in modo, che le mani giugneffero fino alla parte
delle tafche della giub, ba a' lati piu vicina: nel fecondo tempo, piegando i gomiti, fi rialzavano
va- le braccia: e finalmente nel terzo tempo ritornavano nel loro primiero fito, ove, rivoltefi
alquanto le palme delle mani alla banda dinanzi, a quefto movimento fi dava fine. 

La terza maniera di muover le braccia fi e quella, che oggidi s'ufa, la quale e parimente a tre
tempi, e che invero e di gran lunga piu nobile, e graziofa delle altre due di fopra defcritte,
e fi adopera nel modo, che fiegue: fi diftendano in prima liberamente, e fenza fare alcuna forza,le
braccia allato agli angoli delle tafche piu vicini alle pieghe della giubba, tenendofi le
mani colle palme non del tutto ferrate, ne aperte, ma si nel mezzo di quefti modi, rivolte verfo
la giubba. Nello fteffo tempo poi, che fi piegano i ginocchi, per incominciare il paffo del
Minuetto, fono da portare foavemente le braccia per fopra l'una, e l'altra banda dinanzi della
giubba, e quafi a fior I 2 d'ef- d' effa, infino al mezzo delle fue tafche: e quefto fi faccia nel
primo tempo. Nel medefimo tempo poi, che il pie diritto rialza il Mezzo tronco, fi vogliono,
piegando infenfibilmente i gomiti, alzar le braccia in modo, che ciafcuna mano fi venga due
fole dita ad allontare dalla giubba:e cio fi faccia nel fecondo tempo. E nello fpazio, che fi
fanno i tre altri paffi, i quali compiono il paffo del Minuetto, fa di bifogno, movendole colle
medefime diftanze, farle anche foavemente tornare nel primo lor fito: e quefto fi faccia nel
terzo tempo, ove termina il movimento delle braccia del Minuetto, la cui battuta fi trova a
punto ful principio del fecondo tempo. Avvertafi finalmente, che quefti tre movimenti in
tre tempi fatti, fi deono adoperare, fenza fermarfi, o riftare in alcuno di effi, immediate
l'un dopo l'altro: e la lor bellezza confifte nel fapergli legare affieme in maniera, che che
facendogli l'uno all' altro fuccedere, riempiano unitamente un paffo, ed una mifura dell'
aria del Minuetto. CAPITOLO IV. Della Cadenza del Minuetto 

CRedera forfe taluno, leggendo quefto folo titolo, Della Cadenza del Minuetto , ch'io refomi
dimentico affatto di quello, che fi e detto di fopra nel capitolo della Cadenza, fia nel prefente
luogo a ragionare di qualche altro tempo dal binario, o dal ternario diverfo: ma fe mai precipitofamente,
prima del debito tempo, cosi fattamente opinar voleffe, fenza alcun fallo fi troverebbe affai
lontano dal vero, e forte della fua eftimazione ingannato. E nel vero, quanto di fopra e detto,
coftantemente confermo, e fono I 3 no fempre per confermare: ma si folamente dico, che l'aria
del Minuetto, la qual e di tempo ternario, dee effere, per le ragioni, che feguiranno, diverfamente
dall' altre arie, battuta, come or ora farem vedere. 

Il paffo del Minuetto, il quale, come dicemmo, inchiude fei movimenti, cioe il piegato andante
del pie deftro, l'elevato del medefimo piede, il piegato del diritto ginocchio, sdrucciolando
col pie finiftro, l'elevato fopra il medefimo pie finiftro, il movimento andante del pie diritto,
el'altro andante del pie finiftro, contiene due mifure di tempo. Ora perche ogni paffo del
ballo dee effere racchiufo in una fola mifura, acciocche venga meglio regolato dall' orecchio,
ed i fuoi movimenti vadano efattamente in cadenza; il paffo del Minuetto, il quale contiene
entro di fe quattro paffi da fei movimenti compofti, per effer fer bene, e con tutta l'efattezza
ballato, e di bifogno, che ambedue le mifure, che effo contiene, non fiano battute, perciocche
agevolmente confonder potrebbono la mente di colui, che ball: ma si conviene, che fe ne batta
una fola, e che l' altra rimanga in aria. Per la qual cagione, avvegnache il tempo ternario,
o tripola, che dir vogliamo, del Minuetto, batter fi poteffe in quefto modo, cioe facendo trovare
la prima battuta ful fecondo movimento di quefto paffo, e la feconda ful quarto; pur nondimeno,
per non confondere coloro, che ballano, o fargli torre in ifcambio una per un altra mifura,
fi dee folamente battere la prima, la qual fi trova fempre ful fecondo movimento, cioe ful rialzato
del pie deftro, e l'altra battuta rimanga in aria; ed in tal guifa fi vuol continuare negli altri
paffi del Minuetto a battere la fola prima mifura, la qual coftantemente fi trova ful I 4 fe-
fecondo movimento di ciafcun paffo del Minuetto. Ed i Maeftri di ballo devono nella fpofta
maniera a' loro Scolari impararlo, perciocche, cosi facendo, ogn' uno de' detti paffi conterra
un folo tempo, e fi rendera agevoliffimo ad effer ballato in cadenza; dove farebbe per riufcire
difficiliffimo, fe batter fi voleffe l'una, e l'altra mifura. CAPITOLO V. Della Figura del
Minuetto 

SEcondo l' ordine prefo dal principio di quefto Trattato, feguita nel quarto luogo a dire della
Figura del Minuetto. La quale, comeche un tempo ftata foffe quefta 2 , di prefente ha prefo la
forma d'un Z , la quale fenza alcun dubbio e piu laudevole della prima, perciocche coloro, che
ballano fopra pra quefta feconda, vengono del continuo a trovarfi l'un dirimpetto all' altro,
ed in confeguenza poffono affai meglio figurare : nel che confifte una delle maggiori, e piu
vifibili perfezioni della danza. 

Per defcrivere adunque, ballando, la Figura del Minuetto, prima d' ogn' altra cofa, convien,
che la Dama, ed il Cavaliere, poiche a avranno compiute le loro riverenze, delle quali fufficientemente
dicemmo di fopra, fi diano la mano, e facciano affieme per innanzi un paffo di Minuetto: e quindi,
fatti che avra la Dama intorno al Cavaliere due paffi di Minuetto, e che quefti ne avra nell ifteffo
tempo fatti in giro altri due, camminando addietro, e formando un mezzo cerchio per la deftra,
lafcino la mano, e fi mettano ful principio della linea diametrale del Z , cioe la Dama verfo
quel luogo, dove cominciaronfi le riverenze, ed il Cavaliere full'oppofita fita diametrale.
Incominciafi poi la Figura,facendofi due paffi di Minuerto a lato dritto fulla linea diametrale,
alquanto partecipante dell' obliqua, contraria all' obliqua della Figura del Minuetto.
Facciano appreffo due altri paffi a man finiftra, co' quali ritornino ful principio della
gia fcorfa diametrale, donde partirono. Quindi, meffifi full' obliqua della detta Figura,
facciano per innanzi, paffando l'un per la deftra dell' altro, e prefentandofi alquanto,
nel paffare, vicendevolmente la prefenza del corpo, due altri paffi di Minuetto; nel fecondo
de' quali, facendofi il Mezzo gittato, fi adoperi un quarto di giro dalla obliqua della Figura
del Minuetto alla fua obliqua contraria. Si facciano poi nuovamente i due paffi a lato deftro,
al primo de' quali fi dia principio con un Mezzo tronco fatto con un quarto, e mezzo di giro per
la banda di dentro, e quindi ritornando ful lato finiftro, fi facciano due altri paffi di Minuetto,
nella maniera di fopra dimoftra. E qui fi da termine all' intera Figura del Z. 

Or fopra ciafcheduna linea della defcritta Figura feguitino, per finattanto, che piacera
loro, a far due de' nomati paffi, non gia perche vi fia alcun obbligo di ferbare quefto prefiffo
numero, ma si bene, per meglio figurare : nel che, come di fopra e detto, confifte una delle maggiori,
e piu vifibili perfezioni della danza. 

S'avverta pero bene, che quantunque dipenda dall' arbitrio della Dama, e del Cavaliere il
ballare poco, o affai tempo fulla Figura del Minuetto; pur nondimeno bifogna rimanerfi d'offendere
nell' uno, o nell' altro di quefte due eftremite, le quali fono egualmente da biafimare. Ed
acciocche non s' incorra in alcuno di quefti difetti, la migliore, e piu ficura regola, che
convien feguire, fi e: che, che, dopo averfi la Dama, ed il Cavaliere lafciata la mano, facciano
fu per la moftrata Figura tre interi paffaggi: i quali compiuti, ritrovandofi amenduni full'
eftremita dell' obliqu, facciano fopra di effa per innanzi un paffo di Minuetto; e nel medefimo
tempo, che lo cominceranno, convien, che alzino dalla banda dinanzi, quafi all' alterzza
della fpalla, il braccio deftro, e piegatolo foavemente per lo gomito al di dentro, tra il petto,
e la mano un palmo di diftanza ferbando ( il qual atto fi fa in fegno di baciamano ) e diftefe poi
per effi leggiermente le braccia nel tempo ifteffo, che fara terminato il detto paffo, fi diano
lateralmente la mano, e facciano affieme due paffi di Minuetto in un giro intero, cioe defcrivendo
mezzo cerchio per ciafcheduno. Quindi, terminati, che avranno i detti due paffi, lafcino
la mano, e facciano, andando alquanto al di dietro, uno, uno due paffi di Minuetto, fecondo
la capacita della ftanza, ove fi balla, fulla linea diametrale. Facciano appreffo full obliqua
contraria a quella della Figura del Z un paffo dalla banda dinanzi, e nel medefimo tempo, che
fi richiede per adoperarlo, facciano col braccio, e colla mano finiftra tutto cio, che fecero
per addietro col braccio, e colla man deftra: e datifi nuovamente la mano, facciano nel modo
detto di fopra due altri paffi di Minuetto in un altro giro. Si ripongano appreffo fopra la linea
diametrale, e facciano un paffaggio, e mezzo, o al piu due fopra, la fteffa Figura del Z , e nel
ritrovarfi full' eftremita dell' obliqua, facciano per innanzi un altro paffo di Minuetto,
nell' incominciamento del quale alzino, non gia uno, ma amendune le braccia, e fatti, che avranno
nel modo divifato di fopra, i medefimi movimenti anche in fegno di baciamano, fi por- porgano
vicendevolmente l' una, e l'altra mano; e fe il Cavaliere, il quale dee effere il conduttor
della Dama, fi trovera full' obliqua dalla banda, che s'incomincio il Minuetio, dovra con
effo lei defcrivere un giro intero; dove fe fi trovera fulla parte contraria dell' obliqua,
non dovra fare, che un mezzo giro, e condottala ful medefimo luogo, dond'ella fi parti nel principio
del Minuetto, fi lafcino le mani, e ripoftofi anche il Cavaliere nel fuo primiero luogo, facciano
parimente la folita riverenza. CA- CAPITOLO VI. D'alcuni altri paffi, ed ornamenti, co' quali'
si puo rendere piu leggiadro il Minuetto. 

QUantrunque paja a prima vifta, ch' effendo il Minuetto, come di fopra dicemmo, compofto d'un
folo paffo rinnovato fopra la fteffa figura, fi poffa agevolmente, e con affai meno difficolta
dell'altre danze, imparare: pur nondimeno, fe fi confidera, ch'egli per piacere agli fpettatori,
dee effer accompagnato dal graziofo, e niente affettato portamento del corpo, da un paffo
facile, e foave, il quale non abbia alcuna affettazione, o durezza, da una giufta pofitura
di piedi, fecondo le mifure di fopra dimoftre, dal bello, e leggiadro movimento delle braccia,
da una fpeziale attenzione a ben figurare , ed ultimamente da un orecchio ben dilicato a feguitar
la cadenza; fi dovra fermamente dire, che il Minuetto non fia tanto agevole, com' altri crede,
ad effer bene, ed ottimamente ballato. Ed io porto fermiffima opinione, che anche conceffo,
che il Minuetto fia facile ad effer ballato, e nondimeno difficiliffimo piu, che ogn'altra
danza, a piacere agli fpettatori; perciocche effendo egli compofto, come e detto, d'un folo
paffo rinnovato fulla fteffa agevoliffima figura; vengono i Circoftanti a vedere la medefima
cofa, e percio in breve fpazio di tempo, riguardando effi il Minuetto, poffono effer dal rincrecimento
affaliti, ed in piccola ora fi poffono tediare: a differenza dell'altre danze, nelle quali
effendovi copia di paffi, e figure, veggono del continuo cofe nuove, e percio difficilmente
vi fi pof- poffono annojare. E da cio nafce, che il Minuetto, come diffi, quantunque piu facile
dell' altre danze a ballare, fi rende piu malagevole a piacere agli fpettatori: e che per confeguire
il fine di renderfi a quelli gradevole, uopo e, che fia accompagnato dalle perfezioni di fopra
recate. 

Il Minuetto, comeche ballato con proprieta, e col fuo folo paffo, fia laudevole, ed incontri
l'altrui piacere; tuttavia puo effere anche ornato da alcuni altri paffi conformi alla fua
mifura, e figura, cioe che non oltrapaffano il fuo valore di tempo, e che non guaftano, ne contraffanno
la figura del Z. 

Si puo adunque, terminato il primo paffo di Minuetto fulla linea diametrale a man deftra, invece
del fecondo, fare per la banda dinanzi un paffo Grave col pie diritto, ed un Mezzo gittato col
finiftro alla quinta pofitura. Il quale poiche fara terminato, K mi- voglionfi incontinente
ben piegare i ginocchi ( donde incominciano i paffi fulla diametrale a man manca ) ed appreffo
rialzatigli, fi dee feguitare il paffo di Minuetto col pie finiftro, e finire nel modo detto
di fopra. 

Si poffono eziandio, mentre fi fa il paffo Grave, alzare un poco piu le braccia; e chinato alquanto
il capo verfo la deftra, fi potra gittare lo fguardo alla punta di quel piede, con cui fi fa quefto
paffo, e riguardatala per infino alla meta delfuo cammino, e da riporre il capo nel fuo naturale
equilibrio. Avvertafi nondimeno, che fe colui, che fare intende quefto piegamento di tefta,
non fi confidaffe, adoperandolo, di moftrarvi una grazia naturaliffima, e niente affettata,
farebbe meglio aftenerfene. 

Si poffono anche fare, in porgendo la man finiftra, in vece del paffo di Minuetto, il Grave,
ed il Mezzo zo gittato. Il quale poiche fara terminato, fi dee al folito, camminando, e dando
la mano, feguire il paffo di Minuetto: e dopo che fi fara quella lafciata, nel mentre fi faranno
a lato deftro, fecondo I'ampiezza di quel luogo, ove fi balla, uno, o due paffi di Minuetto,
fi potra nuovamente chinare il capo nella divifata maniera. 

Qui fi vuole avvertire, che il paffo Grave, ed il Mezzo gittato far non fi poffono, quando e da
porgere la man deftra, perciocche la pofitura de' piedi, ove il Cavaliere fi trova, non e adatta
a potergli fare: tanto maggiormente, che la Dama, non feguendo forfe quefta regola, o quantita
di paffi, puo prevenirlo, porgendogli la mano ( la quale non e lecito in niun modo rifiutare
) e con cio non gli dara tempo da prendere la pofitura richefta a poter incominciare il Grave,
od altro paffo, fuor quello del Minuetto. K 2 nuet- E pero la via piu ficura, che bifogna tenere,
fi e, che qualora e da porgere la man deftra, fi faccia il folito paffo del Minuetto. 

Si poffono parimente fare, in luogo dal fecondo paffo di Minuetto a man deftra, due Mezzo tronchi,
il primo col pie deftro per innanzi alla quarta pofitura, approffimando fenza alcuno indugio
il pie finiftro dietro al deftro alla terza pofitura, e tenendolo in aria, ovvero fopra la punta:
ed il fecondo Mezzo tronco col pie finiftro, ritornando addietro alla quarta pofitura; dopo
del quale, bifogna fubitamente alzare il pie deftro, e ricominciare il paffo di Minuetto.

Avviancora degli altri paffi adatti alla Dama, ed al Cavaliere, co quali fi puo rendere adorno
il Minuetto, ed i quali conofcono i buoni Maeftri di ballo. Ed all' incontro ve ne ha degli altri
affai, del qual numero fono i paffi Saltanti fem- femplici, o capriolati, i paffi raddoppiati,
che fi fanno velocemente, ed i paffi, che girano piu d'un quarto di giro, i quali generalmente
fon da fchifare, come quelli, che fcompongono la perfona, e contraffanno la figura del Minuetto.

Ed ultimamente e da avvertire, che i paffi, o piegamenti di tefta, co' quali fi puo rendere il
Minuetto piu adorno, non fi deono troppo allo fpeffo fare, perciocche di leggieri partorir
potrebbono affettazione, e muterebbongli la figura. Per la qual cagione nell intero fuo decorfo
far fi potranno, una, due, o al piu tre volte, e gli faran per aggiugnere fomma grazia, e legiadria:
dove il trapaffare quefto numero farebbe lo fteffo, che voler incorrere nel grave difetto
di coloro, che fono piu vaghi degli ornamenti, che della fuftanza delle cofe. K 3 Del - DELLA
CONTRADANZA. 

D Ettofi fufficientemente del Minuetto, e delle maniere,colle quali fi puo nobilmente ballare;
convien, che di paffaggio fi faccia anche parola della Contradanza, giacche da qualche tempo
a quefta parte, non gia perche lo meriti, ma piu tofto per vederfi in moto un gran numero di perfone,
ed affine di ravvifar l'ordine nella confufione, e nella mifchia, ha meffo il pie tra le danze
nobili. 

La Contradanza fi puo fare, o con determinato numero di Dame, e di Cavalieri, ovvero indeterminato,
cioe di quante, e quanti mai ne poffono entro quella flanza, ove fi balla, capire. La 

La Contradanza di numero diterminato, cioe di quattro, d' otto, o al piu di dodici perfone,
e compofta di figure, e di paffi regolati, fatti fopra alcune arie agevoli, e corte. Vuol effere
folamente ballata da quelle Dame, e da que' Cavalieri, che fanno le regole del ballo nobile,
o almeno quei foli paffi, i quali deono entrar nella Contradanza. Ed affine di evitare ogni
confufione, fa di meftiere, prima d'efporfi agli occhi del pubblico, o feparatamente, ovvero
uniti affieme, impararla, perciocche cosi facendo, non potranno, fe non piacere agli fpettatori
del ballo. 

La Contradanza di numero indeterminato, cioe d'altretante Dame, e Cavalieri meffi a fila
fopra due linee, quanti ne comporta l'ampiezza di quel luogo, dove fi balla, e compofta di fole
regolate figure, e di paffi non regolati. Vuol effere parimente ballata da coloro, che fanno
K 4 la la danza nobile, o almeno quei foli paffi, che vi bifognano, cioe, il Fioretto, il Mezzo
tronco, il Tronco, il Mezzo contrattempo, il Contrattempo, il Saltante, il paffo di Rigodone,
lo Scacciato, e l'Unito. Si potrebbe anche tra quefti annoverare un antichiffimo paffo detto
Zoppetto, il quale altro non e, che un paffo Tronco, dopo il cui movimento rialzato, fi leva
in aria il pie, che lo termina, ed appreffo, appoggiandolo a terra, bifogna lafciarvifi leggiermente
su cadere, e ripiegare incontinente i ginocchi, per incominciare un altro Tronco. Quantunque
pero quefto paffo fiafi per me veduto, e tutto giorno fi vegga ufare ad alcune perfone di diftinzione,
pur nondimeno io non farei per configliare alcuno a fervirfene. Ora con quefti paffi fi puo
ballare la Contradanza affai regolatamente, per quello, che s'attiene alle figure, ed alla
cadenza, non gia a' mo- movimenti de' paffi. E contuttoche fia cofa impoffibile, il poterfi
color, che ballano, incontrare, facendo gli fteffi paffi, quando quefti non fiano regolati,
e ftabiliti fulle figure; tuttavia valendo ogni paffo, come di fopra dicemmo, una mifura d'armonia,
eglino, perfettamente riempiranno, con diverfi movimenti, cosi la cadenza, che la regolata
figura. 

Tra tutte le Contradanze di numero indeterminato, le piu regolate, e che piacciono piu dell'
altre, fono quelle, ove entra il folo paffo di Minuetto, le quali vogliono effer ballate da
coloro, che fanno ballare il Minuetto in cadenza. La loro regola, ed il diletto, che danno altrui,
procedono dall' effer quelle danzate fopra alcune arie, dalle quali fi puo in un tratto comprendere,
quanti paffi di Minuetto in ciafcheduna figura fi poffono contenere. 

Or da quello, che finora e detto, apertamente fi fcorge, che coloro, i qua- i quali non fanno
la danza nobile, o almeno que' foli paffi, che nelle Contradanze abbifognano, non le potranno
in alcun modo ballare. Ne varra il dire, che, que' tali, che non hanno della danza, o de' richefti
paffi notizia, bafta folo, che fiano fulle dette linee tra quelli frapofti, che fanno ottimamente
ballare; perciocche, non fapendo effi con efattezza fare un folo paffo, ed in confeguenza
venendofi le gia regolate, o ftabilite figure a defcrivere, prima, o dopo il debito tempo,
per neceffita vi dovra nafcere un continuo fconcerto, ed una vergognofiffima confufione.

La poca fatica, che fi dura nel comporre le figure delle Contradanze, fa si, che ognuno, o bene,
o male, e fecondo la propia fufficienza, ne vada tutto giorno a fuo modo inventando delle nuove:
donde procede l'infinito numero, che fe ne trova; in guifa che alle volte interviene, che vi
fa- faranno delle Contradanze ignote a tutti, fuor folamente a coloro, che le introducono.
Sopra di che, e da dare quefto avvifo, che non e cofa ben fatta, il voler nelle converfazioni,
e tanto meno ne' folenni Feftini, imparare eftemporaneamente alcuna di quefte nuove Contradanze:
ma fi conviene innanzi tratto appararle almeno a due Dame, ed a due Cavalieri, che a cominciarle
dovranno effere i primi, acciocche gli altri, udite prima l'arie di quelle, e ravvifatene
le figure, le poffano convenevolmente ballare. Del- DELLE RIVERENZE FUOR DELLA DANZA. 

QUantunque il far motto delle Riverenze fuor della danza paja cofa, alla propofta materia,
di cui mi fono diliberato, poco appartenente; pur nondimeno, confiderando quanto fian effe
nella focieta civile, e nell' ufar neceffarie, mi piace ( quando altri non fuffer contenti
di veder quefto capitolo difgiunto dal Trattato del Ballo Nobile ) anzi d'efpormi alla lor
giufta, ovvero ingiufta cenfura, che tralafciar cofa, da cui poffono fpezialmente le Dame,
ed i Cavalieri, in ferviggio de' quali a si fatta fatica meffo mi fono, alcun profitto ritrarre.
Le Riverenze adunque fuor della danza, avvegnache che che anzi procedano dal buon gufto di
chi le fa, dal converfare, e dall' aver imparato a ballare, che da particolari precetti; tuttavia
vi fono anche alcune regole generali, e coftanti, per le quali fi poffono efattamente, e con
tutta la grazia adoperare. Si riducon quefte al folo numero di quattro, cioe al riverire camminando
innanzi, addietro,a man deftra, e finiftra, ed a pie fermo. 

Or volendo il Cavaliere falutare alcuno nel primo modo, mandi, ovvero fdruccioli ( fecondo
l'opportunita di quel luogo, ove fi dimora) un pie per innanzi, e tenendo il cappello colla
man finiftra, chini il corpo, o pcco, o affai, fecondo il merito della perfona, che riverifce,
la quale riguardi egli un pochetto, ma graziofamente, nel vifo. E volendo nuovamente rifalutarla;
poiche avra fatti alquanti paffi dalla banda dinanzi, torni, nel divifato modo, a fare la Riverenza.
Le 

Le Riverenze, che fono da fare, camminando addietro, fervono ordinariamente nel prendere,
che alcun fa, congedo da un altro, da cui fi vuol dipartire. Si fanno quefte in quel numero, che
fi conviene, chinando il corpo, e portando, o leggiermente fdrucciolando, un pie dopo l'altro
per finattanto, che fia lecito di fottrarre lo fguardo della perfona, che egli faluta. 

Le Riverenze, che fi vogliono fare dall' uno, e dall' altro lato, fono invero le piu difficili.
Servono ne'luoghi, dove vi ha gran copia di perfone, e ne' quali v'e obbligo di di falutar camminando,
o folamente quelle, che ftanno a lato diritto, ovvero quelle, che dimorano a man finiftra,
o finalmente cosi l'une, che l'altre. Dovendo adunque il Cavaliere entrare in una Galleria,
od altra ftanza, ove fi trovano a man deftra, e finiftra, e nel fondo di quella, affai Dame, e
Cavalieri feduti, o che ftan- ftanno in piedi, convien, che entrato, che fara in effa, faccia
a tutta la brigata la fua prima Riverenza: e quindi meffofi a camminare fopra la linea retta,
e volendo egli falutare alcuna perfona a lato deftro, innanzi di farfele troppo di preffo,
guardatala graziofamente nel vifo, e nello fteffo tempo prefentatale alquanto la prefenza
del corpo, fdruccioli foavemente, o mandi verfo l'obliqua il pie deftro, e chinando verfo
di lei il corpo, le faccia la Riverenza. Ed appreffo, volendo egli falutare alcuno a man finiftra,
cammini, fe bifogna, uno, due, o piu paffi, e portato, o fdrucciolato, che avra col pie manco
verfo l'obliqua finiftra, gli faccia, nel modo detto di fopra, la Riverenza. E s'egli vorra
continuare dall' una, e dall' altra banda le fue Riverenze, avverta bene a paffare da una all'
altra obliqua contraria, acciocche non volti le fpalle alle perfone, che ftanno da un de' lati.
Ed 

Ed ultimamente le Riverenze a pie fermo, fervono qualora fi vogliono falutare, quelle perfone,
alle quali fi fta molto di preffo. Si fanno effe ftaccando un de' piedi dallato, ed appoggiatolo
a terra, fi porti, o fi fdruccioli dietro di effo leggiermente coll' altro piede, chinandofi
il corpo, e facendofi quanto e detto di fopra. 

Quanto finora e detto, ferva anche di regola alla Dama nel far le fue Riverenze, la quale puu
folamente rimanei fi di fdrucciolare: e quando vorra falutare alcuno, baftera folo, che fi
fermi, tenendo i piedi fulla prima, o fulla terza pofitura, o alquanto piu lontani, quando
le foffe piu comodo: ed appreffo pieghi amenduni i ginocchi nel modo di fopra moftrato nel capitolo
della Riverenza. 

IL FINE.